È stato arrestato nella notte, intorno alle 4, con l’accusa di aver violato il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Protagonista della vicenda è G.T., fermato dagli agenti della Polizia di Cervinara e successivamente accompagnato presso la propria abitazione, dove è rimasto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.
L’arresto è scattato in flagranza, secondo quanto contestato dagli inquirenti, per la presunta violazione della misura cautelare ancora in vigore nei confronti dell’uomo.
La vicenda si inserisce in un procedimento penale già definito nei giorni scorsi dal Tribunale di Avellino. Al termine del processo, l'uomo era stato assolto dall’accusa di estorsione nei confronti della persona offesa, mentre era stato ritenuto responsabile del reato di stalking. Con la cessazione della precedente misura degli arresti domiciliari, nei suoi confronti era rimasto il divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stata proprio questa prescrizione a essere violata nella notte tra l’altro ieri e ieri, circostanza che ha fatto scattare l’intervento della Polizia e il successivo arresto.
Questa mattina l'uomo è comparso davanti al giudice del Tribunale di Avellino per l’udienza di convalida dell’arresto e il giudizio direttissimo. Il pubblico ministero aveva chiesto la conferma degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Melisi del foro di Benevento, che aveva già assistito l'uomo nel precedente procedimento. Il legale ha ricostruito davanti al giudice le circostanze che, secondo la prospettazione difensiva, avrebbero determinato la contestata violazione della misura, chiedendo un provvedimento meno afflittivo.
Al termine dell’udienza, il giudice ha accolto la richiesta della difesa, disponendo una misura meno restrittiva rispetto a quella sollecitata dalla Procura. L'uomo è stato quindi rimesso in libertà, con il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
La decisione riguarda la misura cautelare relativa alla presunta violazione del divieto di avvicinamento e non incide sugli esiti del precedente procedimento penale. Resta, in ogni caso, ferma la presunzione di non colpevolezza fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità.
