Dalle notti di sesso a discarica: maledetta scuola. Il video

La struttura di Pianodardine torna a far parlare di sé

L'estate scorsa numerose segnalazioni per i rumori al suo interno. Oggi nulla è cambiato. Anzi, c'è di peggio.

Avellino.  

Una scuola abbandonata, strani rumori notturni, un curioso e rumoroso via vai. Ma non è tutto. La scuola elementare di Pianodardine, ad Avellino, torna a far parlare di sé.

Ve lo ricorderete. (Leggi il reportage all'interno dell'edificio)

Era luglio scorso quando ci siamo entrati. Spinti dagli abitanti del posto, molto preoccupati. Ogni sera, dall'edificio, provenivano voci e schiamazzi. C'era anche chi giurava di aver visto diverse persone attraversare la strada ed entrare all'interno della scuola. 

Presumibilmente, come avevamo fatto anche noi.

Scavalcando un basso muretto, approfittando di una finestra mezz'aperta.

Che ci fosse qualcuno, non c'erano dubbi. Lo rivelavano gli indumenti sul pavimento, i materassi coperti da lenzuola ancora spiegazzate. E c'erano anche scarpe da donna. Decisamente troppo poco, a nostro avviso, per avvalorare la tesi delle notti di sesso ipotizzate da alcuni cittadini di Pianodardine che hanno il dente avvelenato nei confronti delle prostitute del posto.

Ma, come dicevamo, l'ipotesi non ci sembra plausibile.

Immaginare qualcuno che paga per consumare i propri amplessi in quel tugurio puzzolente, pieno di polvere e sporcizia, è decisamente poco credibile. Se carezze intime sono state, i protagonisti dei fatti erano probabilmente le solite coppiette di ragazzi che non vanno troppo per il sottile quando si tratta di soddisfare le proprie voglie. Appare infatti altrettanto fragile l'ipotesi della scuola utilizzata come spogliatoio dalle lucciole che hanno dimostrato comunque di non pensarci troppo a lavarsi in strada. Scatenando le proteste, comprensibili, di chi abita nelle vicinanze.

E' più probabile che l'edificio sia oggi un ritrovo per senzatetto che, nelle fredde notti invernali, si rifugerebbero lì dentro. Un po' come accade altrove, in luoghi finiti spesso al centro delle cronache cittadine, pensiamo al Mercatone o ai tre ospedali abbandonati: Moscati, Maffucci e Capone.

Ma, stavolta, ad essere contestato è lo spiazzale all'esterno della scuola. Gli avellinesi del gruppo facebook “Non sei irpino se”, in particolare Giancarlo Cioffi autore degli scatti che ringraziamo, lo hanno immortalato. E l'amministratore, Luca Del Gaudio, ha realizzato un breve video, molto esplicativo. In quella giungla di erba incolta è possibile trovare di tutto: dai copertoni, agli olii esausti, passando per oggetti elettronici, frigoriferi, bottiglie, e chi più ne ha più ne metta.

Ennesima conferma di una prassi consolidata: quando ci sono luoghi abbandonati, l'inciviltà regna sovrana.Quest'estate il problema ha raggiunto vette davvero ragguardevoli o, visto l'argomento trattato, sarebbe il caso di dire deplorevoli e disgustose.

Che sia a centro città o una periferia, come Pianodardine, non fa troppa differenza. Non ci si pensa due volte a buttar via di tutto. E nascono casi davvero eclatanti come quello di Contrada Chiara, dove i cittadini sono costretti da mesi a convivere anche con i rifiuti speciali. (Leggi il nostro reportage e guarda il video)

Bisognerebbe prendere la situazione in mano. Abbattere le barriere che nascondono il fatto, nel caso di contrada Chiaira la vegetazione incolta. Istallare videocamere che ritraggano gli incivili, inserire dei cassonetti a scomparsa, intensificare la raccolta porta a porta. Interventi di buonsenso che, comunque, non possono far passare in secondo piano il malcostume diffuso.

Intanto, per quanto riguarda il caso specifico, per la scuola elementare non c'è pace.

Abbandonata dopo il terremoto dell'80. Come ci spiegò la nostra guida, durante il reportage dell'anno scorso, a condannarla oltre all'abbandono delle istituzioni, c'è anche un vincolo di utilizzo che grava sulla struttura.

E così hanno finito per dimenticarla.

Un po' come tutta la periferia di Pianodardine, che sembra interessare le amministrazioni degli ultimi dieci anni, solo quando strumentalizzare l'emergenza ambientale assicuro loro vantaggi in termini di voti. Ora, sono i cittadini che stanno scendendo in campo. Meeting e manifestazioni di denuncia, analisi ambientali autonome, segnalazioni come questa che abbiamo ricevuto.

Il vaso della pazienza è colma, gli avellinesi vogliono (a ragione) farsi sentire.

Andrea Fantucchio