«Vi spiego quel sorriso. Toscano? Prende insulti per noi»

Verso Avellino - Pisa. Mokulu tra recente passato e prossimo futuro. Con un retroscena sul mercato

Avellino.  

 

di Marco Festa

Più forte dei problemi fisici che lo hanno limitato nella prima parte di stagione. Più forte di una serie di insulti razzisti, uditi dagli spalti dello stadio “Cabassi”, ai quali ha replicato su Instagram con una foto dal commeno eloquente: “Ecco la mia faccia quando sento i tifosi del Carpi urlare negro”. Sorride, Benjamin Mokulu. Tra i migliori in campo nell'ultima giornata di campionato, finito su tutti i giornali d'Italia per la sua denuncia tramite social di episodi che nulla hanno a che vedere con i valori sportivi e con una cultura civile in generale: «Dopo la partita ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà da parte dei tifosi dell’Avellino, ma anche di quelli del Carpi - ha esordito questo pomeriggio in conferenza stampa – Lì alcuni dicono che ho inventato tutto? Non voglio fare polemiche, ma di certo non è cosi: ero vicino e ho sentito tutto. Ma chiudiamola qui, ora voglio soltanto pensare al campo e alla prossima partita».

E prossima partita fa rima con la sfida al Pisa di Gennaro Ivan Gattuso. I toscani continuano a navigare nell’incertezza a livello societario. Mokulu invita a non sottovalutare, per questo motivo, l'appunamento: «Non ci deve interessare questa situazione. Dovremo approcciare la partita a prescindere da questo. Crisi o non crisi per loro dovremo pensare soltanto a vincere giocando bene o male. Conta solo che stiamo attraversando un momento delicato: in casa dobbiamo “ammazzare” i nostri avversari, chiunque essi siano. Avremmo potuto farlo anche a Carpi se avessimo avuto più serenità. Non facciamo tanti tiri, arrivano pochi palloni giocabili per noi attaccanti, ma stiamo crescendo».

È a spada tratta la difesa del tecnico Domenico Toscano: «Il mister conta molto su di me. È sempre al nostro fianco, per capire quali possono essere i problemi dentro e fuori dal campo. Gli dicono tante brutte parole: questo mi dispiace».

Poi una battuta sui connazionali Soumarè e Omeonga: «Momo Sy è migliorato molto, sta acquisendo esperienza. Stephane è alla prima annata da professionista: deve crescere. Per entrambi mi sento di pronosticare una grande carriera».

Chiusura con un retroscena. Nelle ultime ore di mercato, la scorsa estate, sulle sue tracce c'era il Palermo: «Sì, mi cercò ma il presidente Taccone non volle cedermi. Mi sarebbe piaciuto andarci? certo. Chi non desidera andare in Serie A. È il massimo per ogni calciatore».