di Marco Festa
Da riserva a titolare inamovibile. Meritatamente. Marco Perrotta si è guadagnato spazio e fiducia a suon di prestazioni. L'Avellino adesso punta forte su di lui, sul suo contributo per risalire la china in classifica. Il difensore vuole continuare sul positivo percorso intrapreso dopo un avvio da comprimario: “Non è stato facile all’inizio, non giocare non piace a nessuno.” – ha ammesso senza troppi giri di parole, in conferenza stampa, il calciatore dei lupi - “Sapevo però che sarebbe arrivato prima o poi il mio momento, pertanto ho pensato soltanto a lavorare bene sul campo. Devo dire che l’ambientamento di qualche mese ha fatto in modo che fossi pronto quando il mister mi ha chiamato in causa. Anche quando non venivo impiegato è stato sempre presente e mi è stato molto vicino.”
In arrivo un punto di penalizzazione per il “caso Trotta”. Perrotta preferisce concentrarsi sul campo e con lui i suoi compagni di squadra: “Non ne sono a conoscenza, sono cose che preferiamo tenere fuori dallo spogliatoio. Sicuramente cambierà un pochino le carte in tavola, ma dobbiamo essere bravi a farlo diventare un ulteriore motivo di sprono. La classifica comunque non la guardo: l'ho fatto solo volta dall’inizio del campionato. Preferisco vederla di nuovo a dicembre. Sappiamo di dover fare punti e di non trovarci in una buona posizione.”
Questa mattina, nel corso dell'unica seduta di allenamento odierna, diretta ancora una volta da Michele Napoli in attesa che Domenico Toscano si rimetta dalla colica renale che lo sta costringendo a giorni di ricovero, prove di 4-3-3. Sabato si va a Cesena. Questa la ricetta per cambiar passo lontano dalle mura amiche del centrale molisano: “Ci vogliono cattiveria e collaborazione tra di noi, come a Carpi, per invertire la rotta fuori casa. Non soltanto la tattica. Dobbiamo imparare a sfruttare le occasioni che ci capitano. Il Cesena non merita la classifica attuale è una delle squadre più attrezzate del campionato. Nulla è impossibile, ci stiamo preparando in modo da affrontare la gara a viso aperto."
La coppia con Djimsiti e solida ed offre ampie garanzie, ma il numero tre ha parole d'elogio per tutti i compagni di reparto: “Per me è indifferente giocare a tre o a quattro. Sono stato preso per giocare nella difesa a tre come negli ultimi anni, poi abbiamo cambiato ma mi adatto senza problemi. Bisogna sempre essere pronti, anche a partita in corso. Ho la fortuna di avere al mio fianco centrali tra i più forti della categoria come Djimsiti, Migliorini, Jidayi e Gonzalez. A me e Diallo, che siamo più giovani, danno tanti consigli."
Cuore di mamma (Maria). C'è spazio anche per un pensiero speciale alla genitrice che era con lui nel giorno della sua firma coi biancoverdi: “E' la prima donna della mia vita. Avere mia madre con me al momento della firma è stato motivo d’orgoglio. Ha fatto tanti sacrifici per me. Ho un legame molto stretto con la mia famiglia, anche perché sono andato via di casa molto presto.”
