Calcioscommesse: ecco la memoria difensiva di Millesi

L'ex capitano dei lupi è difeso dall'avvocato Vannetiello, che l'archiviazione del procedimento

Avellino.  

 

di Redazione Sport

Calcioscommesse, inchiesta sulle presunte combine di alcune partite dell'Avellino relative al campionato di Serie B 2013/2014. Francesco Millesi, ex capitano dell'Avellino, difeso dall'avvocato Dario Vannetiello, ha presentato la propria memoria difensiva.

"Millesi Francesco, di anni 36, ha militato per tanti anni nel calcio professionistico senza porre in essere alcuna condotta irregolare. Dopo aver terminato il contratto con l’Avellino e successivamente alle partite di calcio oggetto della attuale contestazione, Millesi ha continuato a giocare nel calcio professionistico, giocando nell’Arezzo, senza porre in essere alcun comportamento illecito. L’anno scorso il Millesi ha lasciato la squadra dell’Ischia Verde partecipante del semplice campionato di Lega Pro. Oggi gioca nel calcio dilettantistico, essendo in forza alla squadra dell’Acireale (prov. di Catania), squadra che milita nel modesto campionato di Eccellenza. Già solo questo dato pare sufficiente ad escludere il pericolo di recidivanza, atteso che è notorio che le scommesse calcistiche sono afferenti al calcio professionistico, non al calcio dilettantistico". Si legge nelle prime righe delle dieci pagine che strutturano il documento presentato dal suo legale.

Articolate e dettagliate le osservazioni che seguono, che vi riportiamo integralmente: "Nell’inchiesta penale viene asserito dal collaboratore di giustizia Accurso Antonio, che in una prima occasione il clan Vinella Grassi avrebbe scommesso 400mila euro vincendone 60mila, ed in seconda occasione, puntando sempre 400mia euro vincendone 110mila. Orbene una prima preliminare considerazione si impone: non pare provata la effettuazione delle asserite scommesse non essendoci agli atti documenti testimonianti le giocate, soprattutto per quegli importi. Tale verifica è necessaria, anche al fine di verificare la veridicità del narrato di un delinquente, quale è l’Accurso, anche al fine di verificare le effettive giocate, quindi saggiare la attendibilità del suo racconto in generale. Sempre in via preliminare, già sotto il profilo logico il racconto non regge: il clan avrebbe rischiato di perdere per due volte la consistente somma di 400mila euro, per un totale di 800 mila euro, per vincere una somma di gran lunga più contenuta, in totale 170mila euro, somma quest’ultima che, non deve sfuggire, andavano divisi tra i vari camorristi scommettitori delle varie puntate ed i vari calciatori che avrebbero concorso nelle due diverse ed asserite partite truccate, residuando quindi per il gruppo mafioso un importo limitatissimo a fronte di ben 800 mila euro investiti. Non solo. Se invece, si vuol seguire il narrato di Pini e quello dell’ Accurso, che Millesi si sarebbe impegnato a restituire lui personalmente ai camorristi la ingentissima somma oggetto delle rispettive due puntate, si tocca con mano e con evidenza la assoluta inverosimiglianza della accisa mossa al Millesi. Infatti, appare assurdo pensare che un modesto calciatore di serie B, che non guadagna più di centomila euro all’anno, si sia impegnato a restituire ai camorristi una ingentissima somma di denaro (400mila euro per volta) che lui non avrebbe mai potuto restituire (vedasi sua modestissima situazione reddituale e patrimoniale). Eppoi, sarebbe stato un rischio irragionevolissimo in quanto il buon esito avrebbe portato a Millesi poche migliaia di euro, se sol si pensi che, ad esempio, in una delle scommesse effettuate, quella della partita Modena - Avellino, la totale vincita sarebbe stata solo di 60mila euro, però da dividere tra Accurso, i suoi uomini che avevano effettuato le numerose puntate, Millesi ed alcuni e non individuati calciatori dell’ Avellino compiacenti. Solo un pazzo può rischiare di restituire 400mila euro a dei camorristi per vincere solo poche migliaia di euro!"

Vannetiello si sofferma poi sulle tre partite oggetto di indagini: Modena - Avellino 1-0, Avellino - Reggina 3-0 e Padova - Avellino 2-1. Con una premessa: "Non sono state truccate".

Modena – Avellino - "Su questa partita furono puntati 400mila euro per guadagnarne solo 60mila, scommettendo semplicemente che il Modena avrebbe segnato durante la partita un gol. Tutto qui. Valgono anche per questo caso le considerazioni precedenti: se la partita è combinata si punta diversamente. Anche qui gli scommettitori avrebbero effettuato una puntata scontata essendo il Modena nell’anno 2014 una squadra che andava spessissimo a segno soprattutto in casa come riferito nel corso di varie audizioni – v. ad. es. dich. di Pini al P.M. de 25.08.16 e v. dich. Millesi alla Procura Federale , “il Modena soprattutto in casa era una macchina da gol”- , come d’ altronde risulta dagli archivi della Federazione. Secondo l’accusa Mellisi avrebbe combinato la partita corrompendo il difensore dell’Avellino, Peccarisi Maurizio, che avrebbe favorito il gol del Modena. Nulla di più sbagliato. Sul gol del Modena, unico gol della partita vinta dal Modena, non vi fu alcun errore di Peccarisi (come risulta dal filmato versato in atti e come spiegato ed evidenziato da Peccarisi nella audizione del 20.07.16), il quale stava correttamente controllando il suo uomo; il gol scaturì da una traversa, con casuale ed imprevedibile rimbalzo su un calciatore del Modena che realizzo la rete; quindi, nessuna agevolazione del Peccarisi. Anche in questa partita Millesi non giocò; eppure avrebbe dovuto giocare per agevolare il gol del Modena. Anche su tale partita sono stati escussi l’allenatore dell’Avellino Rastelli (aud. 27.07.16) ed i calciatori Castaldo (aud. 20.07.16), Arini (aud. 28.07.16), Biancolino (aud. 20.07.16), Izzo (aud.12.09.16) Pisacane (aud. 13.07.16) e Millesi (aud 19.07.16), ma nessuno ha riferito delle anomalie avvenute in campo che sarebbero dimostrative della combine. Addirittura anche Pini, quando ha deciso di collaborare con il P.M, anche lui ha evidenziato che non vi fu nessuna combine, la partita non fu truccata (leggasi in particolare la trascrizione integrale del verbale di interrogatorio del 25.08.16) Infine, una considerazione di carattere logico. Allorquando l’Avellino giocò con il Modena era in corsa per raggiungere la serie A; tutti i calciatori di serie B, come Millesi e Peccarisi, sognano di giocare in serie A, sia per la conseguente notorietà, sia per i consistenti guadagni. Non è pensabile che (almeno) due calciatori avrebbero fatto naufragare questo sogno per guadagnare personalmente poche migliaia di euro. Ma vi è di più. È notorio che tutte le squadre di calcio di serie B promettono un premio in soldi ad ogni calciatore se la squadra raggiunge i play off ed un altro premio più consistente se la squadra raggiunge la serie A del campionato (vedasi audizione Millesi). Allora diventa proprio inverosimile la ipotesi che Millesi ed altri calciatori dell’Avellino per vincere poche migliaia di euro si sarebbero di fatto autodanneggiati favorendo il gol del Modena. È vero ci sono dei messaggi inviati e ricevuti da Luca Pini dal chiaro contenuto che riscontrerebbero il narrato di Accurso. Ma non sfuggirà al Tribunale che di tali messaggi non si rende protagonista Millesi. Non si può escludere che Pini avrebbe riferito ai camorristi di essere in grado di combinare le partite tramite Millesi. Ma, alla luce di tutte le precedenti considerazioni, e soprattutto dei dati di fatto sopracitati, quantomeno non si può escludere che Pini abbia millantato. La tesi ora prospettata è avvalorata dalla assoluta assenza di messaggi o di telefonate dal contenuto illecito tra Pini e Millesi. Alla luce della perfetta regolarità dei comportamenti delle squadre in campo nelle due partite de quo, residua un altra eventualità: Millesi ha potuto a sua volta millantare con Pini, facendogli capire che avrebbe combinato delle partite il cui risultato era semplicemente da lui previsto alla luce della sua forte esperienza ed intraneità all’epoca nel mondo calcistico, senza, quindi, porre in essere alcun accordo illecito con altri calciatori. Il millantato di Pini con i camorristi e /o il millantato di Millesi con Pini sono ipotesi che bene e molto meglio si sposano con le prevedibili e non sorprendenti scommesse che sarebbero state effettuate ( sulle quali si ripete non vi neppure prova della giocate e per gli importi riferiti). Se cosi è, e tanto pare proprio che sia, non vi fu alcun illecito sportivo : è certo che le partite non furono combinate; questo è quello che ovviamente interessa alla giustizia sportiva. Infine, circa la partecipazione ad alcune cene di Millesi con gli Accurso, circostanza ammessa dal calciatore, da un lato va evidenziato che costui non conosceva la natura delinquenziale degli Accurso (v. aud. di Millesi del 19.07.16 e v. trascrizione integrale int. Pini al P.M. del 25.08.16), dall’altro sarebbe un comportamento solo moralmente censurabile. Al più potrebbe essersi verificato un artifizio/raggiro da parte di Pini nei confronti degli Accurso, facendo costui intendere che Millesi avrebbe posto in essere una attività condizionate le partite de quo, attività che però non è stata mai posta in essere da Millesi alla luce della perfetta regolarità dei comportamenti dei giocatori delle squadre negli incontri di calcio sopracitati come d’altronde è verificabile dai filmati in atti. Non a caso non è stato neppure individuato un solo calciatore dell’Avellino o di altre squadre che si sarebbe prestato a porre in essere condotte compiacenti e irregolari sul terreno di gioco.

Avellino - Reggina - "Per tale incontro valgono tutte le considerazioni che la difesa ha espresso per la partita Modena – Avellino che si intendono qui trasfuse per evitare inutili ripetizioni. Le audizioni di Millesi, Castaldo, Arini, Peccarisi, Pisacane, Rastelli, Biancolino, Izzo, D’Angelo, Calleri e gli interrogatori resi al P.M. da Taccone e da Pini smentiscono la ipotesi accusatoria mossa al Millesi. La partita termino tre a zero per l’Avellino. Gli scommettitori si sarebbero limitati a puntare sulla vittoria dell’Avellino. La accusa è labilissima se sol si pensi che non sono stati neppure individuati i calciatori della Reggina che si sarebbero prestati a far perdere la propria squadra. Non solo. Non è stata individuata dalla accusa neppure una sola azione da gol sospetta, dimostrativa dell’aver consentito/agevolato i giocatori della Reggina la rete o le reti dell’Avellino. La vittoria dell’Avellino appariva pure scontata atteso che la Reggina era già matematicamente retrocessa in serie C, mentre l’Avellino era in lotta per raggiungere i cd. play off che consentono di raggiungere la serie A del campionato. Ancora, era noto pure noto nell’ambiente, come avvenuto, che la Reggina avrebbe schierato numerosi inesperti giovani esordienti in serie B, come accadde. Non può essere sottaciuta una considerazione di natura logica : se vi è la possibilità di combinare un partita si scommette in modo tale da vincere molto in percentuale rispetto a quanto si rischia, quindi si scommette ad es. sul nominativo di chi segnerà un gol, sul numero di gol che si realizzeranno nel partita, sul risultato memo probabile. Nel caso di specie nulla di tutto questo. Gli scommettitori hanno puntato su un risultato arci scontato che, a fronte di un rischio elevato, ha portato un risultato modesto: puntati 400mila euro, guadagnati 110mila euro da dividere tra mediatori, calciatori dell’Avellino, calciatori della Reggina e camorristi. In ogni caso, si registra una lacuna enorme nella ipotesi accusatori : quali calciatori della Reggina Millesi avrebbe avvicinato? Quali sarebbero le azioni in campo sospette? Pare proprio che l’Avellino vinse semplicemente perchè era più forte della Reggina, questa completamente priva di stimoli essendo già retrocessa (v. notizie riferite dai soggetti escussi Rastrelli, Seculin, Peccarisi). Tutti le persone sentite nella indagine non hanno riferito di alcuna anomalia della partita; né alcuna anomalia emerge vedendo il filmato dell’incontro Avellino – Reggina. Infine non va sottaciuto che Millesi non giocò neppure in tale partita; eppure avrebbe dovuto farlo se fosse stato, sotto il profilo economico, interessato all’esito.

Padova - Avellino - "Non è circostanza di poco conto evidenziare che rispetto a tale incontro nessuna scommessa fu effettuata. Anche per tale incontro le dichiarazioni effettuate da Accurso e da Pini sono smentite da quelle rese da tutti gli altri calciatori escussi, come sono smentite da quelle rese dal Presidente e dall’allenatore dell’Avellino. Non sfugga un dato : dalla trascrizione del verbale di interrogatorio reso al P.M. da Pini Luca in data 25.08.16, ove “avrebbe vuotato il sacco”, costui in più di una occasione ha affermato che le partite non sono state combinate spiegandone anche le ragioni. Pini ha riferito che Millesi si sarebbe limitato a suggerire ad Accurso di effettuare le puntate su risultati facilmente ed agevolmente prevedibili, senza porre in essere alcuna condotta condizionate alcuna gara ; tutto qua. Ancora, non deve sfuggire un dato : non vi è alcun messaggio tra Millesi ed i camorristi, come non vi è alcun messaggio dal contenuto illecito tra Pini e Millesi. Ai messaggi ritenuti indizianti Millesi è provatamente estraneo; ne consegue che al più ci troviamo di fronte ad un millantato di Pini nei confronti di Russo e degli Accurso, aspetto comunque diverso e distante dalla specifica e grave condotta di cui alla presente incolpazione". 

Le conclusioni - "In conclusione, rispetto alle specifiche contestazioni richiamate nell’atto del Procuratore Federale del 10.10.16, può affermarsi che, dalla articolata istruttoria svolta in ben due sedi, non vi sono elementi che Millesi si sia associato per commettere illeciti disciplinari e sportivi, non vi sono elementi quindi comprovanti che Millesi abbia posto in essere condotte di cui all’art. 9 C.G.S. finalizzate ad alterare il regolare svolgimento e il risultato di gare del campionato di serie B, né quelle di aver posto in essere tali condotte riuscendovi in relazione alle partite Modena- Avellino, Avellino - Reggina , Padova – Avellino". 

Le richieste conclusive: archiviazione del procedimento e nuova audizione - "Prima di passare alle richieste conclusive vale la pena di sottolineare che le audizioni disposte hanno dimostrato: - il procuratore sportivo di Millesi non era lo stesso che avevano gli latri cd. senatori dell’Avellino; - la fondatezza della notizia di stampa dei soldi nascosti sotto il divano che sarebbero stati mostrati da Millesi ad Arini è stata smentita dallo stesso Arini; - Millesi non sarebbe scappato da Avellino a fine campionato, ma è semplicemente andato via in quanto era a fine contratto ( v. aud. Millesi, trascr. integrale int. al P.M. di Pini del 25.08.16, aud. Rastelli; int. Taccone). Per tutte le sopracitate considerazioni, lo scrivente, con il presente atto chiede all’Onorevole Ufficio di voler in via principale, di voler disporre nei suoi confronti la archiviazione del procedimento e comunque di non irrogare alcuna sanzione al medesimo; in via subordinata, irrogare la più tenue sanzione prevista dall’ordinamento. In aggiunta, chi scrive, ritiene che è consentito dall’ordinamento, in questa sede, in uno alla memoria difensiva, chiedere in aggiunta anche la nuova audizione del calciatore Millesi. Tale è la richiesta che viene formulata in questa sede. Qualora tale richiesta non venga accolta, rimangono comunque ferme le considerazioni e tutte le richieste espresse col presente atto".