Ma quale vittima sacrificale! Addae in trincea con l'Ascoli

Il centrocampista ghanese avverte l'Avellino con una dichiarazione netta

Avellino.  

 

di Marco Festa

Forza fisica, ma non solo. Bright Addae è uno dei punti di forza dell'Ascoli Picchio, che sabato (ore 15) sfida l'Avellino allo stadio "Partenio-Lombardi" nella gara valevole per la diciassettesima giornata di Serie B. Il centrocampista ghanese si è soffermato sulla della brutta sconfitta rimediata dai marchigiani sabato scorso a Brescia, ma soprattutto sul match contro i lupi approfittando della conferenza stampa per chiarire l’episodio dell’espulsione con il Verona di un mese e mezzo fa. Di seguito le dichiarazioni riportate dalla pagina facebook ufficiale del club bianconero: «A Brescia abbiamo incontrato delle difficoltà e anch’io non ho giocato bene, è mancata la cattiveria, non siamo riusciti a correre come col Perugia, il Mister (Aglietti, ndr) e Giorgi erano arrabbiati, è normale dopo una partita come quella. In questo momento c’è bisogno dell’apporto di tutti perché dobbiamo salvarci. Nel centrocampo a tre mi trovo bene perché nella posizione di centrale devo dare un aiuto sia alla difesa che ai centrocampisti. Sabato ad Avellino sappiamo che sarà una gara difficile, ma dovremo andare lì per fare la “guerra” e anch’io dovrò giocare meglio perché a Brescia ho fatto male. Terremoto o no, la squadra deve giocare bene, il terremoto non c’entra nulla. Il rinnovo? A me piacerebbe tanto restare perché qui mi trovo bene, il mio procuratore sarà ad Ascoli la settimana prossima e mi auguro che si possa prolungare il mio contratto. A inizio stagione ho avuto qualche difficoltà a trovare spazio, poi ho capito cosa il Mister voleva e ora sto giocando con continuità, ma so che devo fare meglio. L’episodio dell’espulsione col Verona mi ha segnato: l’entrata su Pazzini punita col rosso non era intenzionale, ero entrato per andare sulla palla, ma ho preso anche il piede. Quando l’arbitro mi ha cacciato ero nervosissimo, sapevo che avevo lasciato la squadra in inferiorità numerica quando invece in campo bisogna usare la testa. Poi col passare dei giorni ho reagito e mi sono ripreso. Se l’Ascoli riuscirà a salvarsi? Sì, per forza!”»

Foto: AscoliPicchio.com