di Marco Festa
L’unica consolazione per il centinaio di tifosi che ha atteso fino alle 14:10 davanti ai varchi di accesso per la Curva Sud e la Tribuna Terminio, prima di poter guadagnare il proprio posto sugli spalti, è stata rappresentata dall’assenza della pioggia, sgradevole e frequente compagna di attesa. Il day after di Avellino – Ascoli non può che iniziare con un doveroso commento su quanto accaduto nell’imminenza dell’incontro, in fotocopia a tante altre gare casalinghe mandate in archivio. Più che per evidenziare quanto ormai verificatosi, la sottolineatura appare opportuna per scongiurare che lo scenario si ripeta, come ormai già accaduto tante, troppe volte, in occasione del derby in programma sabato (ore 15) contro il Benevento. Scontato ma allo stesso tempo opportuno ricordare che per la sfida contro i sanniti si preannuncia il tutto esaurito e che ci sarà da gestire un afflusso di spettatori più che mai consistente al “Partenio-Lombardi”.
Già ieri non tutto è scivolato liscio come l’olio: i supporters biancoverdi hanno avuto il via libera per guadagnare i tornelli d’ingresso solo 50 minuti prima del calcio d’inizio, con inevitabili e comprensibili lamentele nei confronti dei poveri e malcapitati steward, seguite da ingorghi umani per superare le zone di pre-filtraggio. Situazione sgradevole, soprattutto per donne, anziani e bambini, ammassati in spazi angusti; non di meno per gli addetti ai lavori, impossibilitati a raggiungere con adeguato anticipo le proprie postazioni di lavoro. La sicurezza, gli opportuni ed indispensabili controlli vengono prima di tutto, ci mancherebbe, ma è altrettanto vero che quanto accaduto nell’approssimarsi all’inizio della quasi totalità delle partite casalinghe, disputate quest’anno dai lupi, è un paradosso rispetto agli inviti a raggiungere con adeguato anticipo l’impianto di gioco.
Se prevenire è meglio che curare allora è importante sollevare la questione con giorni di anticipo: alle porte c’è un confronto calcistico sentito ed atteso. Va posto rimedio per permettere un più capillare controllo dei titoli d’ingresso, ma soprattutto per evitare che si ingenerino calche e tensioni in quello che sarà un appuntamento di cartello. L’auspicio che si trovino migliori e celeri soluzioni per evitare che simili contesti continuino a crearsi anche dopo Avellino – Benevento, come è normale e giusto che sia per il rispetto degli abbonati, di chi paga il biglietto e di chi allo stadio ci va per lavorare ed è costretto a proteggere le proprie attrezzature da danni causati dall’intemperie metereologiche.
