di Marco Festa
Il dicembre dei derby entra nel vivo. È conto alla rovescia per Avellino – Benevento, che precede di soli quattordici giorni Avellino – Salernitana. Partite che ogni calciatore vorrebbe giocare. Personalità e carisma possono fare la differenza: Pierluigi Frattali ne ha da vendere ed indica la strada invitando a non guardare più avanti della prossima gara. «In questo momento sentiamo di più la partita con il Benevento perché è imminente. Poi ci concentreremo su quella con la Salernitana.» - ha esordito il portiere del lupo - «Alla fine contano sempre e solo i tre punti. E il nostro obiettivo è conquistarli perché ne abbiamo bisogno come il pane. Dovremo essere umili: affrontiamo, classifica alla mano, una grande squadra. Lavoro e cattiveria agonistica devono essere le nostre prerogative per tirarci fuori da una situazione complicata, che non rispecchia il nostro reale valore per valori tecnici e umani. Non c'è occasione migliore che questo tipo di incontri per svoltare.»
Dall'altra parte del campo i sanniti, lanciatissimi verso la zona promozione diretta dopo il successo nel posticipo contro il Cesena ed un girone d'andata da incorniciare. Decisamente meno positivo quello degli irpini, invischiati nella lotta per non retrocedere e chiamati a svoltare approfittando degli stimoli particolari, diversi, garantiti dalla sfida con la strega: «Sappiamo di affrontare un avversario in salute e molto forte. Sulla carta il Benevento parte favorito perché ha il doppio dei nostri punti. Ma il calcio è bello perché ogni partita è una storia a sé. Cercheremo di sfruttare il fattore campo per regalare una gioia ai nostri tifosi, che sabato scorso ci hanno applaudito nonostante la sconfitta con l'Ascoli. È un motivo in più per fare bene da parte nostra.»
Ed è felice di giocarlo da protagonista, il derby, il numero uno romano. Che non lesina parole d'elogio per il neo-tecnico Novellino, che non ci ha pensato su due volte a restituirgli i gradi di titolare: «Mi fa piacere che il mister abbia puntato su di me. Darò il massimo come ho fatto anche con altri allenatori. L’ho fatto anche con Toscano quando non giocavo. Sono un professionista e devo comportarmi da tale. Detto ciò, siamo fortunati ad avere ora alla nostra guida Novellino perché è un tecnico di grande esperienza, ha allenato in A e vinto tanto in B. Si è vista la sua mano già dopo una settimana: con l'Ascoli abbiamo avuto un atteggiamento diverso soprattutto nel secondo tempo. Dobbiamo ascoltarlo e segiuirlo: può darci una grande mano.»
