Avellino - Benevento: il doppio ex Voria si sbilancia

Il difensore non ha dubbi sul tipo di derby che sarà e fa un augurio speciale a irpini e sanniti

Avellino.  

 

di Marco Festa

I tifosi dell’Avellino lo hanno visto crescere e partire alla volta di Pescara, Cosenza e Siena, prima di riabbracciarlo nel gennaio del 2003. Lo ricordano per una corsa sfrenata sotto la Curva Sud dopo un fondamentale gol di testa realizzato alla Sambenedettese, nell’allora Serie C1, in una stagione magica, poi culminata con la promozione in Serie B, festeggiata a Crotone. I supporters del Benevento pure ricordano bene il suo vizio di bucare le porte avversarie: 42 presenze e 5 gol a cavallo tra le annate agonistiche 2003/2004 e 2004/2005: Gill Voria, il doppio ex, fa le carte a biancoverdi e giallorossi a poche ore dal derby: «Sicuramente nessuno si aspettava un Avellino in queste condizioni. A inizio campionato pensavo potesse fare meglio. È un derby: per definizione una partita accesa, dove gli animi si scaldano facilmente. In più c’è il fatto che l’Avellino deve puntare a portare a casa i tre punti perché ne ha grande bisogno per la sua classifica. Il Benevento è in grande spolvero, viaggia sulle ali dell’entusiasmo, ha un buon allenatore: sarà una partita difficile.» ha spiegato l’ex difensore (intercettato per Otto Channel da Angelo Giuliani), giunto nel capoluogo irpino raggiunto per la celebrazione di un matrimonio. 

Chi vince? Voria è fin troppo navigato per sbilanciarsi: «I pronostici nei derby lasciano il tempo che trovano. Sicuramente non sarà una bella gara. Chi fa gol per primo la porta a casa. È in ogni caso una partita da tripla.»

Avellino invischiato nella lotta per non retrocedere. I tifosi irpini oggi hanno fatto sentire il proprio calore e sostegno alla squadra. Un fattore, quello della passione del popolo biancoverde, determinante anche per Voria: «Servirà l’apporto per la piazza? Quella ad Avellino c’è sempre stata. Non c’è bisogno di fare appelli. La gente biancoverde si è sempre distinto ovunque: da Milano a Palermo, quando l’Avellino ne aveva bisogno. Il loro sostegno non mancherà, ma vanno conquistati i loro cuori, che possono darti tanto. Se riesci a tirare fuori il lupo che hai dentro la gente ti trascina.»

Avellino e Benevento nel passato del gigante di Agropoli: «Ad Avellino ho vissuto l’adolescenza. Sono qui perché si sposa un amico della mia infanzia. Ci ho vissuto dai 13 ai 20 anni: il periodo più bello della vita di qualsiasi persona. Non potrò mai staccarmi da questa terra. A Benevento sono stato accolto benissimo, abbiamo sfiorato la promozione in Serie B e poi siamo falliti. Conservo dei bei ricordi anche di Benevento.»

E allora l’augurio è doppio: «Spero che Avellino e Benevento centrino i rispettivi traguardi. Mi auguro di vedere un derby in Serie A: in massima Serie ci sono tante piazze che non valgono Avellino o Benevento. E quindi, perché non ci possono stare loro?»