D'Angelo a tutto campo: il derby, i deferimenti e il rinnovo

Avellino - Salernitana: l'attesa dei lupi nelle parole del capitano dei biancoverdi

Avellino.  

 

di Marco Festa

Una targa delle mani dell’amministratore unico, Walter Taccone, per celebrare le 200 presenze in campionato con la maglia dell’Avellino. Ma il passato è passato. All’orizzonte, per Angelo D’Angelo, c’è la battaglia numero 201 con la casacca biancoverde, che coincide con il secondo derby casalingo consecutivo: dopo il Benevento tocca alla Salernitana calcare il manto in erba sintetica del “Partenio-Lombardi”. E allora, sotto con una partita fondamentale: singolare per il capitano, originario di Ascea ma ormai lupo acquisito; determinante per la squadra, penultima in classifica: «Il riconoscimento è per me motivo d’orgoglio, ma non c’è tempo per pensare ad altro che alla prossima gara.» - ha esordito il mediano in conferenza stampa - «È derby, vero; è una partita sentita, ma non possiamo lasciarci condizionare dall’emozione: dobbiamo vincere senza se e senza ma, ne abbiamo bisogno per il morale, mi aspetto una grande prestazione da parte nostra.»

Idee chiare sull’atteggiamento da opporre ai granata: «Dovremo essere spietati. Non è stato l’Avellino di sempre finora, o lo è stato soltanto a tratti. Sono convinto che una vittoria ci sbloccherà definitivamente. Noi sempre rimontati? Non mi va di parlare di questione mentale, a Bari siamo stati belli ma servono i punti non i complimenti.»

Dirimpettai con tante assenze, quella del bomber Coda, squalificato, su tutte, ma D’Angelo preferisce guardare in casa propria. Dove con Novellino, che invece sarà regolarmente al suo posto nonostante l'espulsione contro il Bari, sono migliorate le prestazioni ed in cui non mancano le preoccupanti vicende extracalcistiche, tra deferimenti per illecito sportivo e spauracchi di pesanti penalizzazioni. C'è un solo modo per rispondere alle paure che tutto si complichi terribilmente: «Dobbiamo pensare solo a salvarci sul campo sfruttando l’arrivo del mister. La squadra è molto più sicura con il suo 4-4-2. È la testa, però, che deve fare la vera differenza. Il rinnovo? Sono in scadenza, ma non è in discussione. Non c’è nessun problema, ho la vicinanza della famiglia Taccone che soffre per questo momento difficile in cui i risultati non arrivano. Pensiamo a risalire la china poi ci sarà tempo per affrontare questo argomento.»