Partenio, canoni non pagati: la replica dell'U.S. Avellino

Comune pronto a costituirsi: l'avvocato Vigilante commenta la determina del Settore Patrimonio

Avellino.  

Questa mattina l'ennesimo atto della querelle “Partenio-Lombardi” con la decisione del Comune di Avellino di costituirsi in giudizio a fronte del mancato incasso dei fitti pregressi, dovuti dall’U.S. Avellino, per l’utilizzo dello stadio cittadino. A tal proposito abbiamo raggiunto telefonicamente per un'intervista il legale della società dell’amministratore unico Walter Taccone, ovvero Franco Vigilante, che ha fatto chiarezza sulla vicenda. 

Di seguito l'intervista integrale che potete ascoltare, integralmente cliccando sul video in apertura e alla fine della pagina.

Siamo al telefono con l'avvocato Franco Vigilante, legale dell'U.S. Avellino. Il Comune di Avellino si è costituito in giudizio, testualmente “per la tutela degli interessi dell'Ente”, ovvero per il recupero dei canoni non pagati dal club irpino. L’ammontare del credito che l’amministrazione locale dichiara di dover recuperare dall’U.S. Avellino è di € 796.410,88 I.V.A. inclusa, un importo calcolato dal 2009 ad oggi. Da par suo l'Unione Sportiva attende ancora la quantificazione economica degli importi relativi ai lavori effettuati per conto del Comune nell'estate del 2013, dopo la promozione in Serie B. Quale è la situazione. 

“Innanzitutto non è esatto dire che il Comune si è costituito in guidizio contro l'U.S. Avellino. Il Settore Patrimonio ha ritenuto di adottare una determina dirigenziale, quindi un atto interno assolutamente interlocutorio, che è sottoposto alla valutazione degli altri Settori del Comune che hanno competenza per l'eventuale inizio di un giudizio. Certo, la cosa comunque desta sorpresa e qualche perplessità perché, come tutti quanti sanno, a novembre abbiamo istituito un tavolo tecnico e si era deciso di fare delle verifiche con dei sopralluoghi in contraddittorio tra le parti. Questo, fino ad oggi, non è ancora avvenuto. Noi abbiamo richiesto più volte che questo accadesse. Ciò che fa meraviglia è che mentre noi stiamo fecendo un percorso, non transattivo, ma di determinazione in contraddittorio delle somme e dei lavori, dall'altra parte c'è un Settore del Comune che prende questa iniziativa, che va un po' al di là dello stato delle cose attuali. In ogni caso, se il Settore Patrimonio del Comune di Avellino ha ritenuto di fare questo è libero di farlo. Sarebbe stato auspicabile seguire la via transativa, che comunque non è stata abbandonata: proprio ieri sono stato in Comune a concordare in linea di massima, per la prossima settimana, un incontro sui luoghi con i tecnici del Comune di Avellino.”

È errato dire che la determina era un atto formalmente necessario da parte del Comune, per tutelarsi dal punto di vista amministrativo, ma un celere sopralluogo congiunto potrebbe scongiurare la causa? 

“Non è errato, lo possiamo dire. Non conosco le dinamiche interne del Comune, certo è che con la determina quel Settore ha in qualche modo tutelato la propria posizione. Per il resto la procedura che abbiamo individuato in seno al tavolo tecnico sta continuando. Per quanto ci riguarda nessuno ci ha ancora detto che il Comune di Avellino non deve nulla all'U.S. Avellino per questi lavori, ne ci ha detto una cifra. Per cui, per noi, la procedura è ancora in corso.”

Questa è una vicenda infinita. Secondo lei quali sono i tempi necessari per trovare, finalmente, il bandolo della matassa?

“Non saprei. Parliamo di un profilo squisitamente tecnico. Dipende da quanto tempo i tecnici impiegheranno per fare le loro verifiche. Noi abbiamo consegnato tutta la documentazione: è a disposizione da tempo. Non voglio fare una previsione su questa tempistica. Spero che tutto termini il primo possibile.”