Trova le differenze. Un classico da settimana enigmistica. Ma non solo. Nelle due versioni della conferenza stampa pre Avellino – Hellas Verona di Fabio Pecchia c'è ne è una tutt'altro che secondaria, che è passata inosservata solo agli ascolti più superficiali. Nessun foglio di carta, bensì due video. Ma la sostanza non cambia. Nella prima versione, tratta da Hellas Live, il tecnico afferma, ridendo: "Ci aspetta un campo molto amico per il nostro pubblico per cui avremo tanti stimoli in più per affrontare questa gara."
Al minuto 3:34 della seconda versione, quella postata sul sito ufficiale del club scaligero, invece, c'è un salto (lo scatto dell'immagine lo evidenzia chiaramente anche senza necessità di raffronto col primo video). Ovviamente non casuale. Ad essere omesso è proprio il riferimento al “campo molto amico”. Una sorta di censura. Comprensibile a poche ore da una partita (come sempre) a rischio. Il problema? Non sta nel fatto che Pecchia evidenzi, attraverso l'ironia, la conclamata rivalità tra le tifoserie. È piuttosto l'opportunità del commento ad essere il nocciolo della questione. Su cui bisognava riflettere e che probabilmente ha spinto l'Hellas Verona al “taglio” per evitare di accendere gli animi in maniera gratuita.
Senza volersi ergere a moralizzatori, ma da un tecnico, da un tesserato, che ha lavorato in club come il Real Madrid, ci si aspetterebbe un invito a comportamenti civili più che una sottolineatura, tutto sommato superflua, con tanto di sghignazzi, su un'ostilità che impone misure di sicurezza ingenti per scongiurare a monte ogni tipo di problema di ordine pubblico. Pecchia avrebbe potuto poi ricordare, che, a campi invertiti, un girone fa, ai tifosi biancoverdi non sono stati certo stesi tappeti rossi, con gli evergreen “sporchi terroni” e “terremotati” - di cui vi avevamo riferito lo scorso 18 settembre - intonati da una fetta degli spalti del “Bentegodi”. A fungere da sgredevolissima colonna sonora. Cori non uditi solo da chi ha scelto di non sentire. Ed è allora un bene che sia già anti-vigilia. La parola è meglio che passi al campo.
Di seguito e in apertura il servizio di Otto Channel 696 con la ricostruzione della vicenda.
