Ci si mette anche il calendario di mezzo e non è sicuramente una situazione che depone a favore dei tifosi dell'Avellino. Le parole di Bruno Iovino sono state chiare, potrebbe capitare che l'Osservatorio vieti alcune trasferte ai tifosi irpini dopo i fatti che hanno anticipato la gara contro il Verona. Un dato certo c'è, le indagini vanno avanti, si punta all'individuazione della persona che ha lanciato la bottiglia di birra verso la macchina del presidente Setti. Il finale pare abbastanza scontato, si va verso il Daspo. Lo stesso dirigente, nel suo intervento nella trasmissione di Ottochannel “0825” aveva paventato la possibilità di un provvedimento restrittivo nei confronti dei tifosi avellinesi. E, come detto, ci si mette di mezzo il calendario. La squadra di Novellino, infatti, nel prossimo turno, sarà in trasferta a Padova a pochi passi da Verona. Nulla di certo, ovviamente, si tratta solo di un'ipotesi, una supposizione, ma l'associazione viene quasi spontanea considerando il tragitto dei supporters biancoverdi. E la supposizione prende forza se si considera che la squadra di Pecchia scenderà in campo lunedì sera per affrontare la Spal al Bentegodi. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, una massima di grande attualità ed il pensiero malsano potrebbe essere proprio legato al riposo forzato dei gialloblù. Qualcuno potrebbe pensare, ovviamente senza averne la certezza, a un incrocio più che pericoloso in qualche area di sosta o simili. Ed ecco che potrebbe arrivare il primo divieto di prendere parte alla trasferta, proprio alla prima occasione utile dopo la gara contro gli scaligeri. E poi c'è un'altra considerazione, sempre legata al Veneto. Perchè non bastano queste due sfide, ce n'è una terza, quella in casa contro il Vicenza, altra rivale storica dei lupi. E già per quella sfida si sa che le misure di sicurezza saranno importanti, solo che il divieto potrebbe essere per i tifosi biancorossi. Conviene ripeterlo, non è una certezza, anzi la speranza è che si venga smentiti subito, ma è una supposizione che può avere un fondo di verità se nella testa di chi deve valutare queste cose si insinuerà l'idea che i tifosi, a prescindere dal colore e dall'appertenenza, non dimentichino. Una soluzione che può rappresentare un processo alle intenzioni, il classico pubblicitario: “prevenire è meglio che curare”.
Redazione
