di Marco Festa
Avellino - Novara 1-1: le pagelle.
Avellino (4-2-3-1)
Radunovic 6: Incolpevole sul gol fortunoso di Macheda. Para pure in tre tempi: magari non il massimo dal punto di vista dell’estetica del calcio, ma è tremendamente efficace.
Gonzalez 5.5: Calderoni non gli fa dormire sonni tranquilli. Non riesce a proporsi in fase di spinta.
Jidayi 6: Stanco, ma pronto a duellare con Galabinov a suon di sportellate. Il suo innato senso della posizione lo favorisce in un paio di letture determinanti per altrettante chiusure cruciali. (38' st Migliorini sv: Novellino lo inserisce anche per provare a sfruttare i suoi centimetri d’altezza in area di rigore avversaria, peccato che non gli arrivino palloni da incornare nei pochi minuti che ha a sua disposizione.)
Djimsiti 6.5: Macheda è un brutto cliente, ma lui lo controlla senza eccessivi affanni dando il cambio a Jidayi per la marcatura del colosso Galabinov. Ritorna dalla squalifica con una prestazione diametralmente opposta a quella offerta contro il Perugia.
Solerio 5.5: Si ritrova catapultato in campo a tre minuti dal fischio d’inizio, quando era ormai destinato alla panchina, per via del guaio muscolare denunciato nel corso del riscaldamento da Moretti. Non riesce ad imporsi nella metà campo avversaria: il passo c’è, ma la struttura fisica per andare via di forza, almeno per il momento, no. (22’ Bidaoui 6.5: Inizia male, con una tiro che finisce dritto in Curva Nord, poi si mette a fare quello che sa fare meglio: puntare l’uomo e saltarlo. L’Avellino beneficia del suo ingresso trovando finalmente superiorità numeriche in fase d’attacco.)
D’Angelo 6: L’infortunio di Moretti lo fa arretrare, giocoforza, in mediana. E D’Angelo, che non è solo pericolosità negli inserimenti, si mette a far legna con il solito cuore da capitano.
Omeonga 7: Si danna l’anima: avanti e indietro, senza sosta. Uomo ovunque.
Verde 4.5: Il nervosismo con cui prende a calci un tabellone pubblicitario al momento della sostituzione, prima di scoppiare in lacrime e chiedere scusa a tutto lo stadio, è la fotografia fedele della frustrazione che prova per una prestazione opaca, piena di errori e giocate scontate. Un calcio di punizione pericoloso e nulla più. Sa, può, vuole e deve dare molto di più (10' st Belloni 6: Con il suo ingresso l’Avellino guadagna metri e aumentano i palloni che piovono nell’area di rigore avversaria.)
Castaldo 5.5: Ritorna dal primo minuto dopo nove turni. Vuole spaccare il mondo, si dà un gran da fare ma non riesce a rendersi pericoloso.
Laverone 5.5: Parte largo a sinistra, nella batteria di trequartisti alle spalle dell’unica punta Ardemagni. Non riesce a trovare la via del fondo per mettere dentro palloni interessanti.
Ardemagni 7: Decimo sigillo stagionale. Destro ad incrociare e quasi ad abbattere la “porta maledetta”, quella sotto la Curva Nord, dove aveva fallito contro Cittadella e, ancor prima, con la maglia dello Spezia. I gol sarebbero due, ma il suo sigillo di tacco viene vanificato da una posizione di fuorigioco di Djimsiti più che dubbia.
Novara (3-4-1-2): Da Costa 6; Troest 5.5, Lancini 5.5, Chiosa 6.5; Kupisz 6, Cinelli 6, Casarini 6.5, Calderoni 6; Orlandi 6; Galabinov 6.5 (38' st Lukanovic sv), Macheda 6 (20' st Sansone 5.5).
Arbitro: Riccardo Ros della sezione di Pordenone 6.
