Avellino - penalizzazione, una precisazione che fa paura

La spiegazione di cosa potrebbe accadere è arrivata direttamente da Iovino in diretta a 0825

Avellino.  

Un occhio al campo e un occhio alle scartoffie. Purtroppo in casa Avellino non si può pensare solo ed esclusivamente al risultato del campo perchè pende sempre quella spadda di Damocle che risponde al nome di penalizzazione. La data del processo si avvicina, un qualcosa che, per forza di cose, tende a distrarre un truppa che sta cercando di rialzare la testa per rendere vana questa possibilità qualora tutta la vicenda dovesse portare a brutte sorprese. C'è un po' di confusione sulla storia, chi parla di una penalizzazione che potrebbe essere pagata nel prossimo anno in attesa di tutto l'iter giudiziario, chi di una cosa immediata. E purtroppo è proprio la seconda situazione a prevalere, almeno nella giustizia sportiva. La precisazione è arrivata da parte di Bruno Iovino durante 0825, la trasmissione dedicata all'Avellino, in onda su Ottochannel.

“Se dovesse venire fuori la sentenza il 10 aprile – inizia il dirigente – questa diventerebbe immediattamente esecutiva, non c'è da aspettare altro grado di giudizio. Poi se ci sarà la revoca, beh quello dipende dal ricorso e altro, ma dal giorno successivo alla pubblicazione del comunicato ufficiale ci si ritroverebbe con la penalizzazione sul groppone. Non è come in occasione del processo civile che si attende il terzo grado, nella giustizia sportiva c'è l'efficacia immediata. Non mi fa piacere dire certe cose, ma questa è solo la realtà dei fatti”.

Ed è la cosa più preoccupante perchè, conoscendo la lungaggine del processo, c'è il rischio che il ricorso possa cominciare a campionato già andato, verso maggio o addirittura alla fine. Sicuramente un qualcosa che non depone a favore della società irpina. Finchè non si arriva al giorno della sentenza, si possono solo fare previsioni, non c'è alcuna certezza. Tanti sono i fattori che possono faar pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra.

“Le sentenze non rappresentano una matematica giusta – continua Iovino – non si possono dare numeri ma ci sono alcune certezze. Basta una sola condanna a un tesserato o ex per far emergere la responsabilità oggettiva e quindi la penalità. Il tutto decade se non arrivano squalifiche o inibizioni per le persone coinvolte. Poi può essere uno, tre o cinque, il coinvolgimento e il titolo dipendono dall'interpretazione dei documenti da parte del Tribunale Federale”.

In tutta questa storia, però, c'è anche un margine per sorridere, se così si può dire.

“Una cosa è certa ed è un sollievo. La richiesta della peocura federale ha fatto decadere la responsabilità diretta. C'è la responsabilità oggettiva che, in seconda istanza, potrebbe diventare responsabilità presunta ma è tutto da dimostrare. Inoltre l'impostazione data non è stata esplosiva, non c'è stata una richiesta per fare clamore, ma una valutazione degli atti contestati con due partite più una per responsabilità della recidiva. Satrà poi agli avvocati cercare di far cadere queste accuse e se dovesse succedere, cadranno anche le richieste dellaa Procura”.

Che la storia sia di quelle complicate lo dimostra il fatto che sarà un qualcosa che andrà per le lunghe e che potrebbe esserci un'ulteriore insidia. Quella legata alle terze parti, formazioni che si trovano a pochi punti dall'Avellino e che potrebbero avere tutto l'interesse a entrare in questo processo per cercare di trarne qualcosa di positivo a svantaggio dei lupi.

“Nei processi per illecito sportivo, potrebbe esserci la possibilità per l'inserimento di una terza interessata, un qualcosa che si aggiunge all'accusa da parte della Procura Federale, la quale, comunque, può sempre opporsi a questa possibilità. Insomma è una storia tutta da sviluppare che non deve coinvolgere assolutamente i giocatori dell'attuale rosa. La situazione si conosceva da tempo, non è nuova. I giocatori sono dei professionisti e devono pensare solo alle partite. Per quello che accadrà, c'è tempo e modo per agire. Non dimentichiamo che esiste anche il Tar. Insomma ci sono tutte le condizioni per frenare una situazione del genere”.

Un po' come a dire, guai a fasciarsi la testa prima di essersela rotta.

Redazione