di Marco Festa
È arrivato in Irpinia a gennaio, in concomitanza della cessione di Pierluigi Frattali al Parma. Nella valigia tanta voglia di mettersi in discussione e di crescere, all'ombra del Partenio. In Serie B, dicendo solo arrivederci alla Serie A. Luca Lezzerini ha però dovuto fare i conti con l'esplosione di Boris Radunovic, che a suon di prestazioni convincenti lo ha relegato ad un ruolo forse in atteso: da secondo di Tatarusanu, alla Fiorentina, è diventato il secondo dell'Avellino. Il ragazzone, sostenuto costantemente attraverso i social network, da un certo Manuel Pasqual, non ne ha però mai fatto un dramma, dimostrandosi un professionista esemplare. Basta vedere la carica con cui sostiene i compagni di squadra da bordocampo per averne un concreto riscontro. Per comprendere che si può essere parte integrante di un gruppo, paradossalmente, anche senza giocare. Nel calcio, come nella vita, si sa, c'è in ogni caso un invisibile ruota che gira. E per Lezzerini domenica, a Terni, si è materializzata una chance da cogliere al volo: per provare a mettere in difficoltà Walter Alfredo Novellino; per ambire ad un finale di stagione da protagonista: la convocazione di Radunovic nella Under 21 della Serbia lo proietta in campo, dall'inizio. Questo pomeriggio, a porte aperte, al “Partenio-Lombardi”, inizia la marcia di avvicinamento dei lupi al match del “Liberati”; una settimana importante per i biancoverdi, impegnati in una cruciale sfida salvezza da cui cercare di ricavare il massimo possibile dopo aver raccolto un punto nelle ultime tre partite. Scatta pure il conto alla rovescia di Lezzerini: è l'occasione per dimostrare che il lupo può sentirsi al sicuro anche tra le sue mani.
