Calcioscommesse: Chiacchio chiede l'annullamento del processo

A Roma la prosecuzione del primo grado di giudizio sportivo: presenti Izzo, Pisacane e Taccone

 

L'inviato a Roma - Marco Festa

A Roma, presso il Tribunale Federale Nazionale, si è conclusa la prosecuzione dell’udienza del processo sportivo di primo grado per le presunte combine realizzate da ex tesserati dell’Avellino in occasione di Modena – Avellino (1-0) e Avellino – Reggina 3-0 del maggio 2014. La Procura Federale ha confermato tutte le richieste a carico dei soggetti deferiti, reiterando la richiesta di 7 punti di penalizzazione per il club biancoverde, difeso dall’avvocato Eduardo Chiacchio.

Il legale ha puntato nuovamente sul vizio di forma, individuato nella violazione dei termini perentori per la notifica dei deferimenti, per provare a far decadere il procedimento sportivo arrivando all’annullamento dello stesso.

Erano presenti in aula e hanno preso la parola spontaneamente gli ex difensori dell’Avellino, ora al Cagliari (in via Campania c’era pure il presidente dei sardi, Tommaso Giulini, ndr), Fabio Pisacane, a cui viene contestata l’omessa denuncia della combine di Modena – Avellino, e Armando Izzo, ora al Genoa, che è invece ritenuto tra gli autori degli illeciti sportivi con Francesco Millesi e Luca Pini. Pisacane si è detto emotivamente provato e ha ricordato di quando, 6 anni fa, denunciò una combine. Izzo ha invece evidenziato che non avrebbe mai potuto porre in essere un illecito con l'Accurso e di essere stato lui a chiedere di non giocare contro la Reggina, puntualizzando "per un problema muscolare".

A rappresentare l’ex capitano dell’Avellino, Dario Vannetiello, che ha posto l’accento sugli ultimi elementi emersi - che per effetto di una sua eccezione avevano determinato il rinvio dell’udienza in data odierna – focalizzando l’attenzione sulle cifre degli importi scommessi finiti sotto la lente d’ingrandimento, inferiori rispetto a quanto dichiarato dal pentito Antonino Accurso. L’accusa ha evidenziato che le cifre non tengono però conto di circuiti clandestini orientali, spesso utilizzati per questo tipo di illeciti.

Ascoltato (dichiarazioni sponteanee) anche il presidente Walter Taccone, accompagnato dall’avvocato Innocenzo Massaro, che si è detto sconcertato per essere stato chiamato in causa nella vicenda. La sentenza di primo grado è attesa per la metà della prossima settimana (non prima di mercoledì, con ogni probabilità giovedì, ndr): avverso la stessa si potrà ricorrere alla Corte Federale d’Appello.