di Marco Festa
Risuona ancora l'eco del fulmine a ciel sereno che, ieri, si è abbattuto sull’ambiente biancoverde con l'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Palmi dell'allora presidente Walter Taccone e del direttore sportivo Enzo De Vito per la presunta combine di Catanzaro – Avellino 0-1 del 5 maggio 2013, ma il futuro non aspetta. L'Avellino deve innanzitutto definire il proprio assetto societario: l'imprenditore Angelo D'Agostino spinge per entrare nella compagine dirigenziale e potrebbe farlo da azionista di maggioranza, come spiegato dallo stesso Taccone, che ha snocciolato la serie di scenari proposti allo stesso D'Agostino (rivedi l’intervista integrale tratta da OttoChannel.tv) pur ricordandogli, pubblicamente, che le alternative non mancano. Tutto da definire, invece, il futuro di Michele Gubitosa, attuale socio di minoranza: se entra D'Agostino dovrebbe proseguire la sua avventura in seno al club, ma il condizionale resta d’obbligo perché si sono pure rincorse voci circa la presentazione delle sue dimissioni, non confermate ma neppure smentite dallo stesso Taccone. Oltre agli aspetti societari tiene banco la questione del rinnovo di Novellino con cui è stato da tempo raggiunto un accordo per un rinnovo biennale: domani era in programma un incontro per il “nero su bianco”, ma lo stesso, stando a quanto riferito dallo stesso Avellino, è stato rinviato a lunedì prossimo a causa di un piccolo quanto urgente intervento chirurgico a cui il mister si sottoporrà in settimana.
