Panchine a rischio: lite Zeman-Sebastiani, Stroppa trema

Caos a Pescara: la società incontra il boemo e pensa al clamoroso esonero

Avellino.  

Non sarà certo un Natale sereno, sportivamente parlando, per tanti allenatori che militano in cadetteria. Dopo gli esoneri di Grassadonia a Vercelli e di Vivarini ad Empoli (sostituiti rispettivamente da Atzori e Andreazzoli, due autentiche scommesse a caccia di riscatto), oggi si potrebbe consumare il terzo ribaltone in meno di 48 ore. Sembra ormai insanabile, infatti, la rottura tra Zeman ed il Pescara, non solo a causa di risultati ben al di sotto delle aspettative della proprietà, ma anche per una serie di dichiarazioni del boemo che hanno fatto imbestialire il presidente Sebastiani e agitato l'intero spogliatoio. Zeman, come al solito molto schietto, ha ammesso di aver presentato le dimissioni il primo settembre a causa di alcune operazioni di mercato che non gli erano piaciute, con annesso attacco ad una squadra rea di scendere in campo con scarso furore agonistico. Tesi, naturalmente, rispedite al mittente dal patron e dai giocatori, convinti che Zeman abbia "fatto una conferenza stampa di m...., per colpa di quelle dichiarazioni lo stadio era vuoto". Nel pomeriggio incontro fiume in sede a Pescara, già pronto sull'uscio Roberto Stellone che, da tempo, è accostato alla panchina biancazzurra. Anche a Foggia sono ore caldissime. Pur avendo pareggiato in rimonta e in extremis col Venezia, il pubblico rossonero ha sonoramente fischiato squadra e allenatore: Stroppa sarà esonerato se non farà risultato a Salerno. 

Redazione Sport