di Marco Festa
Da Asencio ad Asencio. Dal 24 ottobre al 28 dicembre. Poco più di due mesi per scrollarsi finalmente di dosso la maledizione della vittoria centrata una sola volta nelle precedenti tredici partite, scandite da malumori crescenti e sfiducia dilagante. Dalla Pro Vercelli - stesa con un gol dell'attaccante spagnolo - alla Ternana, che ha incassato la prima rete della serata proprio dalla punta prestata in Irpinia dal Genoa per poi essere mandata al tappeto da Bidaoui nonostante l'acuto finale di Tremolada.
Per l'Avellino il proverbiale “rompete le righe” - ripresa degli allenamenti fissata per l'8 gennaio - è dunque arrivato nel migliore dei modi possibili, ovvero con un successo utile per distendere gli animi, muovere la classifica – il “giro di boa” a quota 25 punti, in zona tranquillità – e a proiettarsi al mercato di riparazione con un appeal decisamente maggiore.
Si va. Sotto con le trattative. Compare, ma anche vendere: i binari delle trattative viaggiano sempre in parallelo, con gli occhi puntati pure sull'infermeria ed in particolare su Gavazzi e Morosini. Perché i primi rinforzi, in fondo, il lupo ce li ha già in casa. In bilico la permanenza di Ardemagni, Paghera partirà - Brescia o Salernitana le destinazioni allo stato attuale più probabili – si cerca una sistemazione a Moretti. Consequenziali, a maggior ragione, gli innesti in attacco e a centrocampo: Litteri, Galabinov, La Mantia, Cappelluzzo e Palombi le prime punte più appetite; Falco, Mustacchio, Garritano e Falletti le seconde, abili a giocare pure tra le linee, più ambite. Per la mediana è in pugno da tempo il giovane Melegoni dell'Atalanta, piace da tempo Ndoj del Brescia e la crisi della Pro Vercelli potrebbe spianare la strada per Altobelli. Ma occhio alle sorprese, che non mancheranno e potrebbero essere addirittura imminenti. Come ogni pazzo calciomercato che si rispetti...
