di Marco Festa
Nemmeno il tempo di godersi il successo sulla Ternana e il calciomercato dell'Avellino è già entrato nel vivo. Ieri summit tra la dirigenza e mister Novellino per fare il punto della situazione e scremare la rosa dei profili ritenuti utili per rinforzare la rosa dopo aver chiarito che, nonostante le 6 gare di fila giocate col 3-5-2 nel corso del girone di andata, il modulo di riferimento per la seconda parte del campionato sarà il 4-4-1-1. Ma l'incontro è stato tutt'altro che interlocutorio perché le trattative sono iniziate da tempo e sono state messe sul tavolo le evoluzioni delle stesse, con novità di rilievo. In attesa di conoscere il futuro di Ardemagni, l'Avellino avrebbe infatti strappato una promessa a Lotito per il trasferimento in Irpinia della punta centrale Simone Palombi, un gol in Coppa Italia e 8 in 28 partite in Serie B con la maglia della Ternana nella scorsa stagione (uno di questi rifilato al “Liberati” proprio ai biancoverdi): se lascia la Lazio, come pare inevitabile data la sua ferma volontà di andare a giocare, Palombi lo farà dunque, salvo colpi di scena, per accasarsi all'ombra del Partenio.
Non è finita qui. Non solo attacco. Per il centrocampo sono in costante rialzo le quotazioni dell'italo-albanese Emanuele Ndoj del Brescia (proprietà Roma), espulso nel match di andata contro i lupi e che potrebbe tornare da ex al “Rigamonti” il prossimo 21 gennaio così come dall'altra parte del campo potrebbe esserci, pure lui da ex, il bresciano doc Paghera, seguito anche dalla Salernitana e nella lista dei cedibili al pari di Camarà e Moretti (possibile la loro uscita in prestito). Sempre per la mediana, in caso di effettivo addio di Moretti, sono vivi i contatti con Melgoni dell'Atalanta e Altobelli della Pro Vercelli. Occhio però pure alle possibili sorprese sulle corsie laterali perché è caccia all'alter-ego di Bidaoui; di un calciatore in ogni caso di giocare su entrambe le fasce per tamponare l'assenza di Lasik. Si lavora sottotraccia, ma c'è odore di colpaccio.
