Avellino, il primo colpo? La tifoseria

Numeri bassi al Partenio, per vincere c'è bisogno dell'entusiasmo dell'ambiente

Avellino.  

Gennaio, per antonomasia, è il mese del calciomercato, ma analizzando i freddi numeri possiamo asserire senza timore di smentita che il primo vero grande colpo dev'essere...il pubblico. Dalla sconfitta casalinga contro la Salernitana alla vittoria sulla Ternana, infatti, si è registrata una clamorosa e inattesa fuga dal Partenio, con dati allarmanti determinati anche da una serie di vicende extracalcistiche che hanno allontanato quella fetta di pubblico che stenta a vivere questa stagione con il necessario trasporto emotivo. E così si è passati dai quasi 6mila delle sfide contro Brescia, Foggia e Venezia al vuoto assoluto per la gara pareggiata per 1-1 contro il Carpi, con appena 150 paganti (neanche nelle categorie inferiori andava così male) e moltissimi abbonati che, pur risultando a referto, in realtà erano rimasti a casa in segno di protesta. Il comunicato di sostegno della curva Sud, ad ora, non sembra aver riscosso successo nè fatto breccia nel cuore di chi, per dirla alla Taccone, "non può certo riempire lo stadio solo contro la Salernitana. Si parla tanto di aumento di capienza, ma fatichiamo a riempire i 10mila posti a disposizione". Ragionamento esatto, condivisibile e che indurrà la proprietà a fare una serie di riflessioni e valutazioni, ancor di più perchè nemmeno con un congruo abbassamento del prezzo del biglietto si è registrata l'impennata tanto auspicata.

Restando ai freddi numeri, al momento 51477 persone hanno assistito dal vivo alle gare dell'Avellino (la metà di Salerno), una media di 4677 spettatori ed il minimo stagionale proprio per la partita con il Carpi: erano in meno di tremila, eppure dalla tribuna piovvero fischi ed improperi soprattutto all'indirizzo di Novellino che acuirono il clima di malcontento in tutto l'ambiente. Nella speciale classifica del tifo, la torcida biancoverde si colloca al quindicesimo posto, mai così male dal ritorno in cadetteria ad oggi. Solo Empoli, Venezia, Novara, Cittadella, Entella e Carpi hanno fatto peggio, ma stiamo parlando di piazze tutt'altro che calorose e appassionate, raramente determinanti per le sorti della squadra del cuore. Avellino, invece, quando vuole può costituire il dodicesimo uomo in campo per davvero e la storia è piena di gare vinte soprattutto grazie all'apporto del pubblico. La speranza, dunque, è che il primo vero acquisto sia l'entusiasmo, talvolta più incisivo dei gol di un bomber e delle parate di un portiere...

Redazione Sport