di Marco Festa
E adesso conta solo il campo. Chiusa la finestra invernale di calciomercato, l'Avellino è pronto per la trasferta di Foggia. Porte chiuse, clima surreale, avversario ostico. La vigilia del match nelle parole di Walter Alfredo Novellino. “È la prima volta che affronto una partita senza pubblico. Sono curioso di vedere quali sensazioni potrà generarmi questa situazione. Il Foggia ha cambiato tanto e si è rinforzato: lo affrontiamo con umiltà.”
Fuori in un solo colpo Ardemagni, Bidaoui, Cabezas, Castaldo e Gavazzi oltre ai lungodegenti Lasik e Morosini. Guai però a cercare e creare alibi, soprattutto preventivi. Il mister dei lupi è perentorio in tal senso: “Ho a disposizione venti giocatori che hanno lavorato bene in settimana. Hanno dimostrato di avere voglia, sono convinto che possiamo far bene anche senza gli infortunati.”
Occhio alle possibili novità di formazione e modulo. L'impiego da titolare, da trequartista o interno della mediana, del belga Wilmots permetterebbe l'adozione di un 3-5-1-1: atteggiamento tattico speculare a quello dei dirimpettai, in ogni caso tramutabile in un 4-4-1-1 con il semplice arretramento sulla linea difensiva, in fase di non possesso, di Laverone (nel contempo largo a destra a centrocampo, col rientrante Molina a sinistra, in fase di possesso). La retroguardia opposta alla Cremonese potrebbe comunque essere confermata in blocco anche con Falasco o lo stesso D'Angelo sull'out mancino del settore nevralgico e Molina a destra (anche in questo caso Wilmots mezzapunta). Più remote le possibilità d'impiego immediato largo a sinistra di Vajushi, con un solo allenamento in biancoverde all'attivo. Ci sarebbe pure la carta Morero per riportare Ngawa terzino destro e Laverone più avanti, ma modificare senza stravolgere sembra essere la vera chiave per l'assalto al quarto risultato utile di fila: “Il calcio è semplice, bisogna fare meno spostamenti possibili” ha sentenziato lo stesso Novellino.
