La favola del Carpi: dall'8-2 subito a Pianura alla Serie A

Solo cinque anni fa, gli emiliani vennero battuti in Serie D dalla formazione partenopea

Avellino.  

Strana la vita. Stranissimo il calcio. Il Carpi, con una squadra composta quasi interamente da calciatori provenienti dalle categorie inferiori, con un monte ingaggi che non supera i 2.5 milioni di euro e con uno stadio che non può contenere più di quattromila spettatori, si ritrova in Serie A. Meritatamente, per quanto fatto vedere in campo dalla squadra di Castori.

Un capolavoro tecnico-societario. Il Carpi solo cinque anni fa militava in Serie D. Nella stagione 2009-2010, gli emiliani furono protagonisti di uno dei match più rocamboleschi della storia dei campionati dilettantistici. Era il giugno del 2010. E il Carpi guidato da D'Astoli affrontò il Pianura in semifinale play-off, che metteva in palio la qualificazione alla finale e la possibilità di sperare in un ripescaggio in C2

All'andata la formazione biancorossa annientò l'undici partenopeo battendolo per 5-0. La gara di ritorno appariva come una semplice formalità, ma non fu così. Sul terreno di gioco del Pianura, il Carpi subì un'incredibile sconfitta per 8-2, che estromise gli uomini di D'Astoli dalla finale play-off. 

Un incubo dal lieto fine, perché a fine stagione la Figc accettò la domanda di ripescaggio degli emiliani, dando ufficialmente vita alla favola del Carpi. Che strana la vita. 

Carmine Roca