Avellino - Novara 2-1: le pagelle

Gavazzi: la classe non è acqua. Cabezas, primo lampo da fuoriclasse. Bene Kresic. Molina appannato

Avellino.  

 

di Marco Festa

Avellino - Novara 2-1: le pagelle.

Avellino (4-4-1-1)

Lezzerini 6: Al 24’ vola a disinnescare una punizione di Sansone: stilisticamente non perfetto ma efficace. In avvio di ripresa vede sbucare tra una selva di gambe il sinistro di Calderoni, forse deviato, quando è ormai troppo tardi per tuffarsi.

Ngawa 6.5: Nelle battute iniziali soffre l’intraprendenza di Calderoni, poi gli prende le misure e abbassa la sbarra sulla sua corsia. Letture intelligenti, chiusure tempestive ed energiche: il solito, imprescindibile, Ngawa. 

Kresic 6.5: Non va per il sottile contro Puscas usando le maniere forti, ai limiti dell’irruento, per smorzare la sua vena realizzativa e riesce nell’intento. Nel finale sfiora il gol del 3-1 con un bel colpo di testa spazzato sulla linea da Troest.

Morero 6: Mette in campo tutta la sua esperienza e ne guadagna anche Kresic in termini di sicurezza.

Rizzato 5.5: Soffre palesemente la velocità di Dickmann al punto di non proporsi mai, preoccupato dal non concedere spazi al dirimpettaio (dal 15’ st Laverone 6: Entra col piglio giusto innescando Cabezas nell’azione che decide la partita).

Molina 5.5: Da qualche partita a questa parte è visibilmente appannato. Fluttua tra le linee senza costrutto, si sgancia con scarsa incisività sulla propria fascia venendo puntualmente stoppato. (12’ st Cabezas 6.5: I tifosi dell’Avellino lo hanno atteso pazientemente o quasi, tra curiosità e qualche mugugno misto a scetticismo per il protrarsi dei tempi per il suo esordio. Che però è arrivato, non deludendo le aspettative. Un paio di sgroppate a tutto gas sull’out destro per dare un assaggio della sua velocità e, soprattutto, l’assist al bacio, da vero campione, per Gavazzi: testa alta e palla col contagiri sul secondo palo. Primo scintillio del gioiello sudamericano. E non è ancora al top.)

D’Angelo 6: Al 29’ va a un passo dal centro con uno dei suoi colpi di testa con la giusta scelta di tempo. Poi in trincea, a duellare col coltello tra i denti.

Di Tacchio 5.5: Ci prova dalla distanza, senza fortuna. Qualche falla nella fase di interdizione: una rarità.

Bidaoui 6.5: Quanto è mancato all’Avellino: dribbling ubriacanti, uomini saltati come birilli e tante, preziose, superiorità numeriche. Impreciso in qualche rifinitura, ma troppo importante per la fase offensiva che, in sua assenza, ha mostrato palesi lacune dalla gara interna con la Cremonese ad oggi. 

Gavazzi 9: Dal 6 febbraio 2016 al 24 febbraio 2018. Dal Novara al Novara. Si chiude un cerchio col ritorno al gol dopo un lungo calvario sportivo. Al 35’ missile dal limite dell’area di rigore sul quale Montipò non può nulla dopo aver già tolto le castagne dal fuoco un quarto d’ora prima: altra sassata, palla sfiorata e mandata a schiantarsi sul palo. Nella ripresa mette il punto esclamativo su una prestazione mostruosa: al 63’ si fa tutto il campo per rimediare a una palla persa di Cabezas chiudendo in scivolata, al limite della propria area di rigore, su Moscati e al 75’ dà un gran bel calcio alla sfortuna con un piatto destro volante di prima intenzione da far vedere nelle scuole calcio. La classe non è acqua, la voglia di non mollare mai è da esempio: se la meritava una giornata così, Davide Gavazzi così come di ritrovare il sorriso, finalmente stampato sul suo volto. (34’ st Falasco 5.5: Ingenuo il fallo in pieno recupero che permette al Novara di beneficiare di una punizione dal vertice sinistro dell’area di rigore. Già qualche minuto prima aveva rischiato grosso non allontanando un pallone insidioso, facendoselo rubare all’altezza della trequarti irpina. Impatto non ottimale sul match come era invece accaduto in altre circostanze.)

Asencio 6: Solo contro tutti. Lotta per la squadra, ma s’infrange puntualmente ed inevitabilmente contro Troest e Mantovani .

All.: Novellino 6.5: Gavazzi “sottopunta”, devastante, è merito di un’intuizione di Novellino e allora bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Kresic su Puscas è una scelta coraggiosa ma azzeccata e anche in difesa, nella gestione delle temute palle inattive, il gigante croato si rivela importante. Dentro Cabezas e Laverone: un messaggio chiaro e inequivocabile alla squadra in termini di voglia di voler vincere. Il 4-4-1-1 è l’abito tattico che calza a pennello ai suoi lupi. Il recupero degli infortunati resta però l’aspetto più importante, fondamentale: non poteva essere - ed infatti non si è rivelato - un dettaglio.

Novara (3-4-2-1): Montipò 6.5; Troest 5.5, Mantovani 6, Chiosa 5.5; Dickmann 6 (21’ st Di Mariano 5,5), Orlandi 5.5, Casarini 5.5, Calderoni 6; Sansone 6 (29’ st Macheda 5.5), Moscati 5; Puscas 5 (21’ st Maniero 5.5). All.: Di Carlo 5.5.

Arbitro: Pezzuto della sezione di Lecce 5.5.