Avellino, Castaldo e D'Angelo verso il rientro

Prove di ripartenza in casa biancoverde dopo i veleni lasciati in eredità dal derby di Salerno

Avellino.  

 

di Marco Festa

L’Avellino torna ad aprire le porte del “Partenio-Lombardi” ai suoi tifosi dopo due giorni di necessaria analisi interna sul disastro all’Arechi. Il derby rivisto in video, le prime fatiche della settimana isolati dagli inevitabili malumori della piazza e ora prove di ripartenza.

Il report della sessione di fatiche pomeridiane sostenuta ieri ha restituito le indisponibilità di Iuliano e Lasik, il rientro in gruppo di Vajushi, il differenziato nel quale è stato impegnato Radu, le terapie e gli esercizi in palestra che hanno caratterizzato il piano di recupero di Moretti, la certezza del rientro in Irpinia nella giornata di venerdì di Cabezas e il lavoro ridotto condotto da Morosini e Castaldo, che corrono verso il ritorno in campo dove ci sarà certamente, contro il Pescara, anche D’Angelo: il capitano si è messo alle spalle il turno di squalifica che non aveva potuto scontare contro il Bari.

E proprio D’Angelo e Castaldo sono tra gli elementi più navigati ai quali Novellino si aggrapperà per salvare la panchina puntando forte non solo sulla loro esperienza, ma anche sulla condivisa voglia di riscatto emotivo ingenerata dalle critiche per la mancata presenza in tribuna e al fianco della squadra in occasione del derby.

Due forfait a proposito dei quali sono emerse delle indiscrezioni nelle ultime ore: Castaldo, inserito nell’elenco dei convocati per pura pre-tattica da parte di Novellino, avrebbe voluto essere comunque, anche per pochi minuti della partita a cui teneva particolarmente. Di qui l’effetto paradossale che si sarebbe venuto a creare: la delusione, una volta preso atto di non poter dare un contributo alla causa, si sarebbe tradotta nella voglia di sbollire la rabbia da solo.

D’Angelo, che stando a ulteriori indiscrezioni non si era dato pace negli spogliatoi nel giorno del dramma della morte di Astori, una volta presa consapevolezza dell’impossibilità di essere della partita contro la Salernitana, avrebbe invece preannunciato, chiesto ed ottenuto dalla società il permesso di assentarsi in modo da essere al fianco di suo padre, atteso da controlli medici a Bologna.

Entrambi sarebbero perciò rimasti spiazzati dalla messa in discussione della propria professionalità e del proprio attaccamento alla maglia alla quale hanno promesso fedeltà ormai da anni e che di certo desiderano continuare a onorare e difendere ora più che mai, in un momento delicato, come elementi di coesione e, ovviamente, non di rottura.