di Andrea Fantucchio
Potrebbero esserci svolte inaspettate nella vicenda che riguarda la rissa del dopo partita fra Avellino e Salernitana. Al centro delle polemiche i video utilizzati dagli investigatori per l'identificazione dei responsabili. Questa mattina sono state depositate le memorie difensive di sei indagati per la rissa nel dopo partita Avellino-Salernitana. Ora la difesa, rappresentata dal penalista Fabio Tulimiero, dovrebbe chiedere l'accesso agli atti. Per poter così visionare le immagini raccolte dal circuito di telecamere. Alcuni tifosi coinvolti, infatti, asseriscono di non aver presto parte agli scontri. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione sulla convalida dell'obbligo di firma imposto ai sei indagati.
Come Ottopagine.it vi ha anticipato (Leggi l'articolo): sono undici i tifosi complessivamente identificati finora. Nei confronti dei quali sono stati emessi i daspo, divieti di avvicinamento alle manifestazioni sportive da tre a cinque anni.
I provvedimenti scaturiscono da quanto accaduto nel dopo partita del derby con la Salernitana. All'uscita dello stadio due frange di tifosi si sono scontrate. Una rissa che è presto degenerata coinvolgendo persone che nulla avevano a che fare col tifo organizzato. Feriti anche quattro agenti della sezione volante di Avellino, e lo stesso vicequestore Elio Iannuzzi. I poliziotti sono stati colpiti con delle cinghie.
Erano poi scattate le indagini condotte dalla Questura di Salerno, per competenza territoriale, affiancata da quella di Avellino nell'attività di identificazione dei tifosi. Un ruolo fondamentale è stato rappresentato proprio dai video che ora sono oggetto di contestazioni.
Per quanto riguarda i divieti di avvicinamento alle manifestazioni sportive, come anticipato, sono undici i tifosi destinatari dei Daspo. Ma le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori identificazioni già a partire dai prossimi giorni.
