di Gaetano Ferraiuolo
Nonostante il pareggio maturato in extremis contro il Pescara che ha evitato un'altra sconfitta dopo il derby di Salerno, in casa Avellino non c'è grande soddisfazione. L'unico a parlare in conferenza stampa è stato il tecnico Walter Novellino, soddisfatto per la reazione caratteriale dei suoi calciatori, ma visibilmente contrariato per la direzione arbitrale. La società irpina, infatti, è infuriata per la mancata concessione di un calcio di rigore al 93' per fallo di Crescenzi su Castaldo, episodio che avrebbe potuto cambiare la storia della gara stessa e dell'intero campionato restituendo un pizzico di serenità a tutto l'ambiente. "Come fai a non fischiarlo?" urlava il bomber biancoverde all'arbitro Minelli subito dopo il triplice fischio, anche l'allenatore ha lasciato il campo contrariato, nervoso e consapevole di aver subito un torto clamoroso, proprio come le immagini dimostrano con chiarezza. "Il rigore dell'1-1 era generoso, la mano era attaccata al petto" ha detto invece l'ex Marco Perrotta, ricordando agli avversari che in precedenza l'episodio era stato favorevole ai colori biancoverdi. Detto dell'arbitraggio, in casa Avellino si è parlato anche del futuro del tecnico. In caso di sconfitta ci sarebbe stato con ogni probabilità un inevitabile ribaltone, il 2-2 conquistato in rimonta e il mancato rigore finale hanno invece spinto patron Taccone a rinnovare massima fiducia nei confronti di Novellino che, però, dovrà fare risultato a Vercelli per non compromettere definitivamente una classifica non ancora drammatica, ma comunque preoccupante. Si va avanti, dunque, con il mister e con la consapevolezza che da domenica non si potranno lasciare altri punti per strada.
