Avellino - Pescara 2-2: le pagelle

Castaldo glaciale dagli undici metri e beffato da Minelli. Abbondano le insufficienze

Avellino.  

 

di Marco Festa

Avellino (4-4-1-1)

Lezzerini 5.5: Al 13’ uscita disperata (con qualche secondo di ritardo prima di partire) per evitare che Mancuso gli si presenti davanti tutto solo: gli riesce l’anticipo, ma l’intervento in scivolata si conclude con la palla rinviata al centro del campo di gioco e non in rimessa laterale. Un errore fatale, determinato dal fatto che arriva in extremis sul pallone, che propizia la magia da centrocampo di Brugman. Si riscatta al 34’ con una parata strepitosa su sassata dal limite dall’area di rigore di Balzano. Incolpevole sul tocco a porta sguarnita di Mancuso, che firma il momentaneo 1-2.

Ngawa 5.5: Stavolta meglio da terzino, in un primo tempo con tante buone letture e generosità in fase di spinta, che da centrale, il suo ruolo che ha potuto interpretare poco o nulla in stagione: Valzania lo svernicia e vola a firmare l’assist per l’1-2 di Mancuso. Nel finale sfiora il gol della vittoria.

Kresic 5: Sanguinosa la macchinosità in fase di appoggio da cui scaturisce l’azione dello 0-1 Pescara. Fiorillo gli nega la gioia del gol con un gran riflesso poco dopo. La sua altalena di rendimento continua: oggi fase calante.

Migliorini 6: Al rientro dopo tre partite fa il suo. Immolato sull’altare della necessità tattica: sostituito per favorire l’ingresso della seconda punta. (1' st Castaldo 7: Glaciale dagli undici metri per il suo ottavo gol in campionato. Abbattuto da Crescenzi al 93’: Minelli gli nega il rigore e lo ammonisce beffardamente. Aveva creato i presupposti per decidere la partita. Fondamentale il suo recupero per la corsa salvezza.)

Rizzato 6.5: All’Avellino serve esperienza. Lui ne ha da vendere: si fa anticipare da Mancuso, che centra il palo con un colpo di testa. Unico neo di una prestazione tenace come l’azione con cui arriva al tiro conquistandosi il dubbio rigore del pari trasformato da Castaldo.

Laverone 5: Grazie a un suo cross, respinto corto da Balzano, arriva il pallone sul destro vincente di Di Tacchio per il 2-2 finale. Poi “sfida” la Terminio: altra evitabilissima benzina sul fuoco. Non riesce a liberarsi per andare al cross, nel primo tempo, e nella ripresa soffre quando deve fungere da terzino.

D'Angelo 5.5: Gioca nonostante un duro colpo a un polpaccio subito in allenamento. Corsa e generosità, ma è meno incisivo del solito in fase di interdizione e i suoi inserimenti latitano.

Di Tacchio 6.5: A furia di provarci dalla distanza ci riesce battendo paradossalmente Fiorillo con quello che non è il suo piede, ovvero il destro. Un gol per evitare la seconda sconfitta di fila. Un gol che vale un punto. Un gol come premio per la sua personalità: merce rara in questo Avellino.

Bidaoui sv: Sfortunatissimo: pronti, via, e si lussa la spalla destra. Dovrà stare fermo almeno due settimane. (6' pt Cabezas 6: Senza allenamenti e col jet lag con cui fare i conti va in campo accendendosi a sprazzi. Un paio di discese degne di nota. Che sia di livello superiore emerge in maniera comunque prepotente in un contesto a tratti mediocre. - 31' st Vajushi sv: L’esordio in biancoverde senza lasciare tracce nel bene e nel male.)

Gavazzi 6: Sballottato dalla trequarti alla fascia destra, si danna l’anima per cercare di creare qualche spunto degno di nota. Gioca senza risparmiarsi nonostante la febbre patita a poche ore dal match. Resta uno dei calciatori a cui aggrapparsi per centrare la salvezza per applicazione, qualità e determinazione.

Ardemagni 5: Un destro al volo parato in due tempi da Fiorillo e un anticipo di Coda, che fa quasi autogol. Ancora una volta troppo poco. L’Avellino non sa innescarlo, lui non riesce a sbloccarsi.

Novellino 4.5: I limiti caratteriali della squadra e la sfortuna degli infotuni non sono di certo sua responsabilità e sono oggettivamente penalizzanti. Lo sviluppo della manovra è però lento e prevedibile, la pericolosità offensiva pressoché nulla così come la capacità di smarcare uomini in area di rigore: in tal senso l’Avellino non è riuscito mai a svincolarsi dall’essere Morosini dipendente. La possibilità di tornare ad adottare le due punte potrebbe essere provvidenziale per dare una scossa al fatturato offensivo. Ed ancora: i gol subiti e rischi corsi troppi, complice (oltre gli errori individuali) la perenne ricerca di un equilibrio tecnico-tattico che non si è mai conclusa. La rabbia per il rigore non concesso a Castaldo è legittima, ma guai a nascondersi dietro l’episodio. Altra prestazione negativa da analizzare e correggere: guai a nascondere la polvere sotto il tappeto.

Pescara (3-5-2): Fiorillo 7; Fornasier 6, Coda 6.5, Perrotta 6; Balzano 6, Valzania 6.5, Brugman 7, Coulibaly 6.5, Crescenzi 5.5; Mancuso 7 (42' st Bunino sv), Pettinari 5 (31' st Carraro sv). All.: Epifani 6.5.

Arbitro: Minelli della sezione di Varese 5.