di Marco Festa
Rigore netto negato a Castaldo e oltre al danno la beffa. Doppia. Il giudice sportivo ha infatti comminato un’ammenda di duemila euro a titolo di responsabilità oggettiva all'Avellino in seguito al concitato finale di gara col Pescara. A scatenare le proteste, come detto, il penalty, solare, negato al 93' dall'arbitro Daniele Minelli della sezione di Varese. E dunque sanzione pecuniaria“per avere un proprio collaboratore, al termine della gara, nel recinto di giuoco, rivolto al Direttore di gara espressioni ingiuriose” con buona pace del presidente Walter Taccone, che aveva posto in essere le proprie rimostranze al designatore Emidio Morganti mediante una lettera contenente il fotogramma dello sgambetto di Crescenzi ai danni del "dieci" irpino. Ed ecco la beffa numero due: lo stesso Castaldo, appena rientrato e ammonito per le proteste, è entrato in diffida aggiungendosi all'elenco già composto da Di Tacchio, Falasco e Laverone.
