di Marco Festa
Intervenuto telefonicamente nel corso di "Derby Serie B" - in onda ogni sabato alle 21 sul Otto Channel, canale 696 del digitale terrestre - il presidente dell'Avellino, Walter Taccone, ha commentato il pari deI lupi ad Ascoli, preannunciato la campagna promozionale relativa ai biglietti per il match casalingo con lo Spezia - ufficializzata questa mattina dal club irpino -, posto in essere una serie di riflessioni sul finale di stagione dei biancoverdi e parlato del futuro societario. Queste le sue dichiarazioni (in fondo all'articolo il link per riascoltare integralmente il collegamento telefonico).
Il pareggio ad Ascoli e i biglietti a prezzi stracciati - "Il punto raccolto al "Del Duca" credo soddisfi un po’ tutti. L’Avellino è andato in un campo difficile, indipendentemente dalla classifica dell’Ascoli che si giocava il campionato. Siamo riusciti a tenerli a freno avendo le occasioni per vincere la partita. A mio parere abbiamo fatto una buona gara. L’Avellino ha dimostrato di meritare di restare in Serie B. Ci aspettano ora altre due battaglie, a partire da quella con lo Spezia. Proprio per quanto riguarda la prossima partita ho deciso di mettere i biglietti ai minimi storici: mi sentirò con il responsabile della biglietteria. Fosse per me farei entrare tutti gratis, ma non è possibile. Il costo dei tagliandi sarà perciò simbolico: due euro per la Curva Sud. Ringrazio le persone che fino a ora ci hanno seguito scusandomi con chi ha acquistato il biglietto unico per i match con Cittadella e con lo stesso Spezia spendendo qualche euro in più, ma chiedo comprensione: c’è la necessità di avere uno stadio pieno, di un pubblico che spinga i ragazzi a una vittoria fondamentale perché conquistando i 3 punti contro lo Spezia non dico che saremo salvi ma di certo andremmo a Terni con maggiore serenità e tranquillità."
Il cambio di obiettivi e la chiacchierata negli spogliatoi con la squadra - "La mia preoccupazione era che i ragazzi erano proiettati su altri obiettivi e calarsi in una realtà diversa come quella della lotta per non retrocedere non è facile per nessuno, soprattutto sotto il punto di vista mentale. In settimana sono andato a parlare negli spogliatoi con loro e non li ho demoralizzati. Sono stato un buon profeta. Gli ho detto che non era successo nulla, che ci stava di perdere una partita importante come quella col Cittadella, ma che dovevano rialzarsi perché avevamo ancora da giocare tre partite fondamentali. I ragazzi mi hanno compreso, sono entrati nella mia mentalità capendo che ad Ascoli poteva essere una svolta importante, che occorreva dare quello che non si aveva, andare oltre le proprie possibilità. Abbiamo sofferto ma abbiamo giocato da Avellino. Non abbiamo fenomeni in campo, ma buoni giocatori che oltre la tecnica devono mettere in campo cuore, temperamento e voglia di vincere."
Foscarini, Wilmots e Castaldo - "Al momento dell'arrivo di Foscarini gli ho detto: abbandona quello che abbiamo fatto fino adesso, azzera le gerarchie e metti in campo chi ritieni sia più pronto a dare qualcosa alla squadra. Lui lo ha fatto in maniera tranquilla e decisa. Su Wilmots ho scommesso e credo di aver visto bene. Di Castaldo ho parlato con il presidente del Frosinone e Stirpe mi ha detto: se non avesse l’età che ha te lo chiederei e lo farei giocare fino a cinquanta anni. Gigi è un autentico leader, trascina la squadra."
Il futuro societario - "Invece di interessarsi dei problemi societari, di possibili avvicendamenti, bisognerebbe preoccuparsi del rendimento della squadra. Di questa cosa ne ho piene le scatole. L’Avellino sono nove anni che lo gestisco e sta andando avanti regolarmente. Al giocatore non interessa come si chiama il presidente. Le vicende societarie non hanno influito sulla squadra. Il caso Catanzaro? Potrebbe aver inciso, ma ho sempre detto che non sarebbe successo nulla e così è stato. Chi mi conosce avrebbe dovuto ascoltarmi. Io sono innamorato di questa squadra, di questa città, di questi colori. I tifosi non devono vedermi come un alter ego, ma come uno di loro. Andrei in Curva Sud a fare il tifo con loro: questi dissapori lasciano il tempo che trovano. Pensiamo a salvarci, poi ci siederemo intorno a un tavolo per un confronto su questa stagione. Sarebbe un dramma non riuscire a mantenere questa categoria, sotto tutti i punti di vista. Nella gestione futura dell’Avellino faremo tesoro di quanto accaduto: da solo o affiancato, di certo non vado via."
