Quote Avellino: dalla bomba mediatica alla bolla di sapone

Richiesta di pignoramento, la Sidigas impugnerà il dispositivo: ecco perché

Avellino.  

 

di Marco Festa

Una bolla di sapone destinata a esplodere nella prossima settimana, ma che è già deflagrata come una bomba a orologeria mediatica. Quello di ieri, è stato un pomeriggio turbolento in casa Calcio Avellino in seguito alla notizia della richiesta - accolta ma ancora in attesa dell'iscrizione dell'atto al ruolo - del pignoramento delle quote sociali per un valore nominale di 9.500 euro.

L'istanza è stata avanzata dalla Polidecor di Frigento, creditrice nei confronti della Sidigas, che è, come noto, proprietaria della scorsa estate della neo-nata SSD. Il contenzioso risale a tre anni fa quando la Polidecor lamentò il mancato allaccio dello stabilimento alla rete del gas metano, che ha comportato, per la stessa, la necessità di procedere in maniera autonoma al lavoro sostenendo una spesa, stimata dal Tribunale di Avellino in 15mila euro. Il tempo trascorso ha inoltre ingenerato un debito per oltre 266mila euro, che il giudice ha determinato sommando 500 euro per ogni giorno di ritardo rispetto al mancato espletamento dell'allaccio sollecitato.

Nessun effetto collaterale per la squadra, nessun commento ufficiale rispetto alla vicenda da parte della Sidigas, che la reputa una normale pendenza in fase di risoluzione ed è ora unicamente impossibilitata, oltre che non intenzionata, a cedere le quote senza un preavviso alle autorità competenti. Pur riconoscendo al creditore i 15mila euro, la Sidigas impugnerà il dispositivo ritenendo il calcolo della rimanente parte da saldare effettuato in maniera unilaterale da parte del ricorrente, con cui, intanto, i rapporti si sono condizionati proprio per la scelta di rivalersi sul club biancoverde: che ha un capitale sociale decisamente inferiore ad altre quattordici società targate Sidigas, ma, evidentemente, una cassa di risonanza dal valore inestimabile.