Avellino, fine degli alibi: ora serve un mercato da vertice

Via Graziani, attenzione rivolta agli acquisti: mirati e all'altezza per vincere il campionato

Avellino.  

 

di Marco Festa

Non ha potuto dirigere il suo primo allenamento da neo-tecnico del Calcio Avellino in attesa della firma sul contratto con cui si legherà al club biancoverde in seguito all'esonero di Archimede Graziani, ufficiale da questa mattina, ma Giovanni Bucaro è pronto alla sua seconda avventura sulla panchina irpinia dopo la salvezza ottenuta nella stagione 2011/2012 con i lupi nell'allora in Prima Divisione di Lega Pro.

Bucaro, che all'ombra del Partenio ha trascorsi anche da calciatore dal 2000 al 2003, sarà affiancato da un altra vecchia conoscenza della tifoseria avellinese: l'ex centrocampista Daniele Cinelli, scelto come suo vice in seguito all'altro esonero di giornata, quello del vice di Graziani, Maurizio Macchioni.

Confermati, invece, il preparatore dei portieri Fabio Patuzzi e il preparatore atletico Pietro La Porta, che ha diretto la ripresa in vista della trasferta di domenica a Budoni sotto gli occhi degli uomini Sidigas, Luigi Carbone e Goffredo Solimeno, e del direttore sportivo Carlo Musa, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni data l'assenza “nero su bianco” di BucaroGraziani non ha, nel contempo, potuto commentare il suo siluramento perché ancora sotto contratto e di un conseguente veto societario.

Via il dente, via il dolore. Fuori Graziani, l'attenzione è ora totalmente rivolta al calciomercato dove, a quattro giorni dell'apertura della finestra tra le società di Serie D, l'Avellino non ha ancora perfezionato nessun accordo ed è chiamato a costruire una squadra da vertice salvo un pubblico ridimensionamento dei propri obiettivi. Saranno, in tal senso, cruciali proprio queste ore per concordare le strategie con la nuova guida tecnica, anche in base al modulo che Bucaro intenderà adottare: il 4-3-3 è il preferito, ma almeno inizialmente si dovrebbe continuare col 4-4-2. È ora di passare dalle parole ai fatti. Adesso non ci sono, davvero, più alibi: per la proprietà, i calcaitori e lo stesso diesse.