Avellino, ora la misura è davvero colma: chiarezza, subito

Finora non c'è traccia del piano ufficiale per la prossima stagione. A che gioco si sta giocando?

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Avellino.  

Più giallo che biancoverde. Il futuro dell'Avellino sta assumendo i tratti di un angosciante psicodramma, a prescindere dalle PEC inviate per manifestare interesse per la potenziale acquisizione dell'Avellino, che, intanto, continuano ad aumentare di numero: dopo quella presentata da parte dei legali rappresentanti di Angelo Antonio D’Agostino, per conto del quale sarebbe stata sollecitata la costituzione di un CTU per definire il valore dell'Unione Sportiva, e degli ex proprietari del Como, Massimo Nicastro e Roberto Felleca (questi ultimi in corsa anche per Lucchese e Foggia, ndr), è arrivata nella casella di Francesco Baldassarre, custode giudiziario nominato per il caso Sidigas, anche una terzo sondaggio ufficiale da parte di uno studio legale milanese.

Ma l'eventuale cessione del club passa in secondo piano rispetto a una serie di interrogativi di primaria importanza, ai quali occorre fornire risposte con estrema urgenza: quali siano le reali intenzioni della Sidigas in merito all'Avellino? Vuole realmente vendere, la Sidigas, dopo la nota in cui preannunciava di voler fare “un passo indietro per lasciare spazio a figure imprenditoriali che possano garantire lo svolgimento a più alti livelli dell’attività d’impresa sportiva”? Le idee sono cambiate e De Cesare e Mauriello vogliono andare avanti? Se sì, come si intende farlo e con quali tempi?

Detto ciò, da una parte l'attuale proprietà biancoverde ha l'obbligo di dare il via alla stagione rendendo il “Partenio-Lombardi” aderente ai parametri richiesti dalla Lega Pro e di riempire le varie caselle tecniche, dirigenziali e organizzative entro il prossimo 31 luglio per evitare penalizzazioni in classifica ed ammende pecuniarie; dall'altra è chiamata a fornire spiegazioni circa la presentazione di un'altra PEC alla triade commissariale (e di cui vi avevamo, perciò, parlato nel pomeriggio di ieri, ndr), data per spedita da fonti vicine alla Sidigas; relativa a un piano economico-finanziario per prospettare i costi che si intenderebbero sostenere per affrontare la prossima annata agonistica.

Di questa PEC, stando a quanto emerso questa mattina direttamente da Palazzo di Giustizia, non vi è, però, alcuna traccia. Anzi, mancherebbero anche documenti necessari ai potenziali acquirenti per le verifiche del caso.

Dunque, un autentico e preoccupante paradosso, che assume le tinte di uno snervante rompicapo pure un'altra ragione. Quale? Sarebbe addirittura arrivato il via libera dei commissari per procedere alla stipula dei necessari contratti sfruttando, oltre alla fideiussione di un milione di euro depositata in Lega (un mistero sul perché non sia stato ancora fatto, dato che nulla lo impedisce, ndr), un ulteriore fideiussione da 400mila euro con l'aggiunta di due sponsor da 600mila euro. In assenza di un atto formale, però, si tratterebbe solo ed esclusivamente di parole al vento.

E, dunque, la corsa contro il tempo continua; il raduno, salvo improvvise e risolutive accelerazioni, slitterà, verosimilmente, alla prossima settimana, nonostante risulti bloccato un noto hotel di Mercogliano per la giornata di giovedì; la piazza vuole con forza il cambio di proprietà, ma si ritrova nella situazione, non meno paradossale, di augurarsi che la stessa faccia presto per salvare la Serie C.

L'ennesimo caos estivo biancoverde è, nel contempo, servito mentre si susseguono rumors e indiscrezioni. L'ultima, in ordine cronologico potrebbe (la situazione, caotica, suggerisce di non risparmiarsi nell'utilizzo dei condizionali, ndr) rappresentare una svolta: ieri pomeriggio, infatti, il sindaco Festa sarebbe volato a Milano per incontrare Fabrizio Preziosi, figlio di Enrico, proprietario del Genoa, che avrebbe dato la propria disponibilità a scendere in campo in prima persona per rilevare l'Avellino con un'offerta non inferiore ai 2 milioni di euro. In tal caso, D'Agostino potrebbe sponsorizzare Preziosi e, chissa, magari, anche la Scandone, rendendo concreto l'auspicio pubblico dello stesso primo cittadino del capoluogo irpino e permettendo ai lupi del basket di disputare il campionato di Serie B. Il calcio? A ora è alla stregua di un ricordo, anche se i lupi conoscono, da oggi, la data del primo impegno ufficiale stagionale: il 18 agosto, in Coppa Italia di Lega Pro, contro la perdente di Bari – Paganese. Uno slittamento che potrebbe essere indicativo sia per quanto riguardo la fiducia della Lega Pro circa la risoluzione delle vicende societarie o una scelta obbligata con l'auspicio che l'Avellino sia, a quel punto, finalmente pronto.