Avellino-Rieti, Ghirelli: "Vogliamo evitare un altro caso"

Il presidente della Lega Pro sul club irpino: "Attendiamo il tribunale"

Avellino.  

Nel corso di "0825 - Focus Serie C", in onda tutte le domeniche, alle 21, sul canale 696 TV OttoChannel, è intervenuto telefonicamente il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che ha parlato dell'evoluzione societaria in casa Avellino: "Dal punto di vista di quanto compete alle verifiche in Lega, è a posto, nel senso che ha pagato i tesserati, ha rispettato le scadenze. C'è un problema che riguarda il tribunale. Vedremo che cosa ci dice e, sulla base di quello, si agirà. Mi auguro, essendo Avellino una città di grande interesse e storia calcistica, che si vada avanti trovando soluzioni come, vedo, stanno facendo. Monitoriamo tutte le società, ma per quanto riguarda gli adempimenti in Lega, questa è la situazione".

Sul caso Rieti, sul 3-0 a tavolino per la Reggina al "Manlio Scopigno" e sul prossimo match di campionato Avellino-Rieti, in programma domenica allo stadio Partenio-Lombardi con il rischio di una rinnovata assenza della squadra laziale sul terreno di gioco, ecco le considerazioni del presidente Ghirelli: "Noi abbiamo messo le regole e hanno funzionato. - ha affermato Ghirelli - I ragazzi non sono andati in campo, non c'è stata una partita farsa. Non è una giornata bellissima, ma sicuramente le regole, inserite in questi mesi, hanno funzionato e non si è ripetuto la questione relativa alla passata vicenda del Pro Piacenza. Se poi qualcuno pensa che, fatte le regole, siano risolti tutti i problemi, non appartiene a me. So perfettamente che questo è un paese in cui, dal calcio alle imprese, alle aziende, si fanno le regole e poi c'è sempre qualcuno che cerca di superarle, di truffare. Oggi è triste per i tifosi, ma siamo più forti perché abbiamo dimostrato che le regole ci sono, vengono rispettate e forse i furbi e banditi, da oggi, hanno capito che non stavamo scherzando. All'inizio della stagione, sono state presentate tutte fideiussioni bancarie dai club. Questo non vuol dire che, mettendo tutte le regole, non ci sia l'imprenditore non più in grado di continuare nel percorso o non capace di capire che, oltre alla fideiussione bancaria, oltre ai primi acquisti dei giocatori, c'è bisogno di ragionare per tutto il campionato. Oggi una cosa è certa: se non si paga, si va fuori. Se non si giocano due partite, si va fuori. Le regole sono state messe. C'hanno provato e hanno capito che non sono passati. Adesso ci organizziamo per evitare che ci sia l'altro caso. Abbiamo definito che, senza allenatore e senza medico, non si può scendere in campo. I genitori non hanno fatto una bella figura".