A distanza di meno di due mesi dalle dimissioni, Salvatore Di Somma torna nell'U.S. Avellino. Direttore sportivo o responsabile dell'area tecnica; durata dell'accordo: ecco gli unici aspetti che restano da chiarire. Questo pomeriggio, il capitano ai tempi della Serie A, ha incontrato Capuano (con cui non si era lasciato benissimo, in quanto si aspettava che sarebbe andato via con lui, ndr) e la squadra all'interno degli spogliatoi, dopo un dialogo, positivo, con l'amministratore unico Circelli. Anche lui era presente in occasione del colloquio mentre poco prima uno dei soci di minoranza al passo d'addio, ovvero Renato De Lucia, lasciava il “Partenio-Lombardi”. “Sinceramente, non vedevo l'ora. Sono tornato a casa e sono felicissimo. Devo ringraziare la dirigenza che ha pensato a me. Mi ha chiamato Circelli, stamattina, per fissare appuntamento, ho chiesto alcune garanzie ed adesso eccomi qui.” ha esordito il dirigente dei lupi.
Segnato, salvo clamorosi colpi di scena, nonostante le dichiarazioni di rito, il destino dell'attuale direttore sportivo, Carlo Musa anche perché maggiori responsabilità potrebbero essere affidate all'osservatore Antonio Minadeo: “Non non ho parlato con Musa, ho parlato con il mister, con la squadra, ma Musa non l’ho visto. Se rimane? Penso di si, dipende da lui. Io quando è arrivata una nuova proprietà sono andato via, ma dipende da lui. Il mio ruolo? Sono un uomo di campo e non di scrivania. Mi piace stare con la squadra, viverla, stare in campo durante gli allenamenti, questo so fare. Quindi, ricoprirò il ruolo di direttore sportivo o di responsabile dell'area tecnica” - ha proseguito, in maniera pungente, Di Somma - “L’impatto con il gruppo è stato positivo, lo spogliatoio è più affollato, sono arrivati giocatori bravi. Il voto al mercato, però, non posso darlo io. In questi due mesi ho staccato la spina e ho fatto il nonno, ma di notte guardavo tutto, ho seguito e non potevo fare altrimenti per l’amore che ho verso questa città. La mia decisione di lasciare? Non c’erano frizioni con nessuno, era solo il mio modo di fare, di vedere le cose, che non coincide con quello di Martone.”
Così, infine, sulla querelle societaria: “Gli stipendi verranno pagati venerdì, Circelli lo ha detto alla squadra. Spero che si possa tornare alla tranquillità, penso che si possa fare altrimenti non sarei tornato. Per tutto quello che si è verificato in questi anni è chiaro che i tifosi non sono stati trattati bene ed hanno ragione a essere arrabbiati. So che stanno disertando le trasferte e che non vogliono venire in casa. Spero che domenica possano tornare allo stadio e darci una mano a vincere una partita importantissima. Altri soci? Mi hanno detto che ci saranno, non conosco i nomi, ma ci saranno. Quando sono andato via l’ho fatto perché ero convinto di farlo. Capuano? Io ho fatto le mie scelte, lui altre, è rimasto e ha fatto bene...”
