La stima è reciproca: l'Avellino lo ha lanciato, lui ha trascinato la squadra. A sei mesi dall'"arrivederci" prende forma il possibile, clamoroso ritorno di Andrej Galabinov in Irpinia. Chiariamolo subito: la trattativa resta tortuosa, ma c'è. Così come la prima offerta nero su bianco partita da Avellino nelle scorse ore. Il ds De Vito ha bussato alla porta del Livorno, titolare del cartellino, per riportare il bulgaro a casa. Sul tavolo ci sono elementi che favoriscono la fumata bianca, altri che la complicano. Ad avvantaggiare l'Avellino c'è la situazione contrattuale di Galabinov, in scadenza con il Livorno e poco propenso a rinnovare. Ai labronici potrebbero far comodo i soldi messi sulla bilancia dall'Avellino per fare - anche se solo parzialmente - cassa. I "contro" della trattativa sono, invece, di facile spiegazione. Galabinov, spesso "snobbato" nell'undici titolare amaranto, ha fatto un campionato a sé: minutaggio scarso, gol a raffica in proporzione: 5 reti in 12 partite. Al di là dei discorsi contrattuali il Livorno potrebbe decidere di non rinforzare una diretta concorrente agli spareggi promozione.
A confermare la pista che porta a Galabinov è anche il ds dell'Avellino, Enzo De Vito: "È un calciatore che ci ha dato tanto - confessa l'uomo-mercato dei lupi a Ottochannel nel corso di 0825 -, ed è anche vero che Andrej deve molto ai direttori di questa società. Diciamo che, in gergo tecnico, lo stiamo attenzionando. Tra noi c'è un rapporto importante, direi anche di amicizia. Una cosa è certa: Galabinov o non Galabinov arriverà una punta importante".
