È uno dei massimi esperti della categoria. È stato tra i primi a porre l'accento sull'impatto che la seconda ondata della pandemia di Covid-19 avrebbe avuto sulla Lega Pro. Nel corso di un'intervista a 696 TV, in merito al dibattito che sarà sviluppato domani sera, dalle 21, nel corso di “0825 - Focus Serie C”, il giornalista de “La Gazzetta dello Sport”, Nicola Binda, si è soffermato nuovamente sugli scenari che il Coronavirus potrebbe rendere realtà nel breve termine: “Si sta lottando coi denti. Si sta cercando di mandare in archivio più partite possibili per tenere il campionato vivo, anche se questa settima si è toccato il fondo. Sperando che lo sia davvero. Tutte queste partite rinviate a data da destinarsi non fanno pensare a nulla di buono. Purtroppo, si va di pari passo con quello che succede fuori dal calcio. La situazione in Italia è precipitata, la conoscete tutti, e il calcio non può rimanerne fuori. C'è, poi, un paradosso. I calciatori sono forse la categoria più controllata di tutte e, quindi, anche se si rilevano degli asintomatici, seppur per cautela, non si può che fermarsi per non contagiare gli altri. Il campionato ne risente in maniera inevitabile. Con tante partite in meno si rischia di falsare tutto. Provare a tenere tutto in piedi e andare avanti il più possibile è fondamentale. Se poi la situazione dovesse sfuggire di mano, come in Serie D, allora bisognerà fermarsi, augurandosi che la sosta sia breve. Non resta che vivere alla giornata. Ogni turno disputato, ogni partita giocata, è un successo. Nella scorsa stagione fu trovata una soluzione abbastanza soddisfacente chiudendo il campionato con dodici giornate di anticipo, saltando direttamente a playoff e playout. Va, però, detto che lo scorso anno le classifiche erano già tutto sommato definite ed avevano un certo valore, dato il numero elevato di partite giocate. Ora sarebbe obiettivamente troppo presto pensare a piani alternativi. Oggi, al limite, è ipotizzabile lo stop di un mese e che poi si riparta facendo i conti con l'Uefa. In tal senso, è chiaro che gli Europei siano la priorità, ma credo che bisognerà che ci si rassegni al fatto che vadano in scena in contemporanea con i campionati, nella fattispecie quello di Lega Pro. nonostante il regolamento lo vieti. La Serie C andrebbe ad accavallarsi agli Europei, ma penso che sia il male minore. L'Uefa se ne farà una ragione. Se si va avanti così temo che bisognerà fermarsi un mese e aspettare che ci siano le condizioni per ripartire più avanti.”
Infine, un commento sulle sei campane nel girone C: “La Turris è una bella sorpresa, una neo-promossa tornata in Serie C dopo tanti anni. La partenza è stata incoraggiante, può essere la mina vagante. L'Avellino è una seria candidata alla promozione diretta, anche se Bari e Ternana hanno qualcosa in più. Non dimentichiamo, però, che l'Avellino è la squadra che, più di tutte, ha vinto in questa categoria, sa come si fa e ha un allenatore molto capace ed esperto; una società forte e seria. Credo che possa giocarsela fino in fondo in un campionato in cui i valori tecnici sono un po' falsati da quello che sta succedendo. Se l'Avellino tiene la barra dritta può arrivare fino in fondo. Mi aspettavo di più dalla Casertana. È un po' una delusione, poteva fare meglio. Stesso discorso per la Juve Stabia. Per come è stata costruita poteva avere qualche punto in più, ha un ottimo organico. La Cavese, invece, merita applausi. Anche se la classifica non è brillantissima, è un club che ha colto il vero spirito della Lega Pro: valorizzare i giovani e autofinanziarti, auto-sostenerti. Questa politica è vitale. La Paganese fa sempre il suo e non tradisce mai. Sono convinto che, prima o poi, piazzerà un'annata da ricordare dopo aver lottato sempre con il coltello tra i denti.”
Grafica: Giuseppe Andrita
