Intervenuto in collegamento telefonico con 696 TV, il difensore della Ternana, Carlo Mammarella ha commentato lo strepitoso campionato di cui si e sinora resa protagonista la capolista umbra, svelando anche una serie di dettagli e retroscena tra la stretta attualità, scandita dal Covid, e passato.
Il primo posto solitario nel girone C di Serie C - “Ci aspettavamo un campionato importante, sicuramente non così tanto. Sapevamo di avere una base buona da cui ripartire. Qualche acquisto e all'arrivo di mister Lucarelli, che ha dato un'impronta decisamente significativa alla squadra, ci hanno permesso di essere lassù. Siamo, però, solo a gennaio. Pensare di aver già vinto il campionato è da folli. Ci sono ancora tanti punti in palio. Dobbiamo solo lavorare per continuare così.”
Il duello con il Bari e il calcio ai tempi del Covid - “Il primo posto più merito nostro o demerito della Bari? Per come la vedo io non ci sono meriti o demeriti. Parto dal presupposto che dall'anno scorso stiamo vivendo una situazione molto particolare. L'Avellino, ad esempio, è stato colpito molto duramente dal Covid. Una situazione così te la porti dietro. Il Bari poteva essere candidata al ruolo di ammazzacampionato, ma chi conosce questa campionato e questo girone sa benissimo che ogni partita ha una sua storia e una sua difficoltà. Avere in squadra giocatori con cognomi importanti non è garanzia di ottenere risultati. La squadra che mi ha impressionato di più? L'Avellino. Nessuna squadra ci aveva messo così tanto in difficoltà. Abbiamo vinto al novantesimo, a dimostrazione che è stata una partita dura. Con il mercato aperto, la disponibilità del presidente D'Agostino e l'occhio del direttore sportivo Di Somma, l'Avellino può essere la sorpresa del girone di ritorno. E occhio. Non bisogna sottovalutare i punti che hanno fatto sinora, proprio perché hanno dovuto fare i conti con Covid. Per quanto ci riguarda, il presidente Bandecchi, una persona straordinaria, ha fatto la differenza anche per quanto riguarda l'assenza di casi nel nostro “gruppo squadra”. Ci ha vietato di spostarci anche per tornare a casa. Facciamo tamponi tutti i giorni, nonostante non sia obbligatorio per quanto indicato nel protocollo. Quando torniamo da trasferte o andiamo dai nostri parenti, i primi giorni della settimana ci alleniamo a parte. Seguiamo le regole di un piano curato nei minimi dettagli a cui si è sommata una componente di fortuna. Un caffè al bar lo prendiamo, andiamo a fare la spesa con la famiglia, ma dal punto di vista dei contatti esterni c'è anche una presenza, a vigilare, della società, che sta facendo la differenza.”
Il biancoverde sfiorato - “Abboccamenti passati con l'Avellino? Anche qualcosina in più. Nel 2015 sono stato vicinissimo. In quel momento ero del Lanciano. A gennaio si capì che qualcosa stava cambiando in negativo dopo tanti anni a grandi livelli. Fu più rapida la Pro Vercelli, in quel momento. L'Avellino ritardò di qualche giorno, bloccato dal mercato in uscita e, quindi, a fronte di un'offerta concreta da parte della Pro Vercelli, optai per accettarla.”
