Dopo la presentazione alla stampa e ai tifosi, scocca l'ora delle prima conferenza stagionale per Attilio Tesser. Così il tecnico dei lupi a poche ore dalla partenza per il ritiro di Sturno.
Una serata indimenticabile - «Ieri sera abbiamo vissuto degli attimi davvero emozionati. Io e tutti i nuovi arrivati abbiamo provato delle sensazioni particolari. C'è un grande amore collettivo per questa maglia: è una cosa bellissima, che ci fa sentire in dovere di ripagare questo atteggiamento positivo.
Prime fatiche - «Stiamo lavorando da ventiquattr'ore o poco più. È ovviamente troppo presto per fare valutazioni di ogni genere. Ciò che è importante, però, al di là dell'aspetto fisico, è la tranquillità e la serenità, che ho riscontrato in tutti i ragazzi del gruppo, che è coeso. Il ritiro sarà l'occasione ideale per conoscerci».
Zero proclami - «L'Avellino può ambire a piazzarsi tra le prime cinque? Non lo direi nemmeno se lo pensassi: non porta bene. Basta guardare a cosa è successo nello scorso campionato. Le squadre che erano da tutti indicate come le favorite per la promozione, tra cui il Brescia e il Catania, sia prima, sia dopo gennaio hanno avuto grandi difficoltà. Il Latina, dopo aver disputato la finale play off, si pensava si fosse rinforzato: lo scorso anno si è salvato solo all'ultima giornata. Il Modena dai play off del 2014/2015 ha giocato i play out. Non bisogna fare proclami. Possiamo essere una sorpresa, ma a patto di tenere i piedi ben saldi per terra. Siamo un gruppo che può far bene, è chiaro. Magari trovando una buona partenza in grado di farci fiducia e convizione nei nostri mezzi. La priorità è raggiungere la salvezza prima possibile. Non serve sbilaciarsi su quali rose siano più o meno competitive, il campionato ce lo insegna. Vogliamo toglierci e dare delle soddisfazioni».
Tutti a Sturno - «L'obiettivo è far si che i giocatori possano fare la propria conoscenza, in campo, il più velocemente possibile. Partiamo comunque da una buona base di affiatamento: Castaldo e Trotta hanno già giocato insieme. Così come i quattro in mezzo al campo, Arini, D'Angelo, Schiavon e Zito. Sarà più facile trovare equilibrio e assimilare le varianti che io, come qualsiasi allenatore, metto in pratica. Non si inventa nulla: dobbiamo sentire dentro di poter far bene. Sarà ovviamente fondamentale creare uno spogliatoio unito e compatto. Questi sono i presupposti da cui partire. Poi bisognerà lavorare sodo. Dobbiamo farci contagiare da questo entusiasmo, che deve rappresenare uno stimolo a far bene, per costruire, giorno dopo giorno, qualcosa di importante. Detto ciò: voglia, fame e grinta. Bisogna averne più delle altre squadre».
Innesto a centrocampo - «Al momento ci sono Arini e Togni, ma se quest'ultimo dovesse partire è chiaro che ci sarebbe la necessità di sostituirlo: Moretti può giocare sia da vertice basso, sia da mezzala. Il mio prototipo per il ruolo di centrale di centrocampo è quello di un giocatore in grado di garantire quantità e qualità, sia nel 4-3-1-2, sia nel 3-5-2».
Prima esperienza al Sud - «È un aspetto stimolante. Lavorare al Sud, per me non è mai stato un problema, non me lo sono assolutamente posto. Non ho mai allenato una squadra meridionale, è vero, ma pure prima di allenare la Ternana non avevo mai allenato al centro Italia... Non è un problema dove si allena. Siamo professionisti. Il difficile è la quotidianità. E poi per cinque anni da calciatore ho giocato tra Catania e Napoli».
I volti nuovi - «Giron e Nitriansky sono giovani molto interessanti, dovremo aiutarli a crescere dal punto di vista tecnico-tattico e ad ambientarsi. Lo stesso vale per Roberto Insigne e Tutino. Dovremo metterli nelle condizioni di far bene e saperli aspettare: non sono il tipo di allenatore che dopo la prima partita storta boccia un giocatore».
Di seguto il video integrale della conferenza stampa di Attilio Tesser.
Marco Festa
