Avellino, lo spirito è quello giusto

In archivio, in un clima di armonia, due giorni di ritiro: i lupi sudano col sorriso sulle labbra

Avellino.  

Che Avellino sta nascendo è, ovviamente, troppo presto per dirlo. Ma il calcio, si sa, non è solo tecnica e tattica. La chiave del successo è anche nella compattezza dello spogliatoio. I ritiri servono pure a questo: a conoscersi, a gettare le basi per la costruzione di un gruppo solido, a creare l'indispensabile feeling tra vecchia guardia e  nuovi arrivati. E allora, tralasciando le riflessioni sul modulo e sugli interpreti, perché ce ne sarà, eccome, di tempo di farne, ciò che innanzitutto, di positivo, balza all'occhio del nuovo Avellino, quello targato Attilio Tesser, è l'armonia diffusa che ha accompagnato le prime ore di lavoro al "Castagneto". Si vede ad occhio nudo che il tecnico e il suo staff sono un quartetto molto ben affiatato, felici di lavorare in insieme. Un clima positivo che diventa contagioso; che, in un certo qual senso, dà l'esempio.

E i calciatori, i veri protagonisti, stanno sostenendo le prime fatiche col sorriso sulle labbra. Se il mister è cordiale con chi lo saluta dagli spalti, al punto di scambiare qualche battuta mentre prepara le esercitazioni, i lupi stanno imparando a conoscersi lavorando con impegno e voglia. Apprezzabile l'applicazione di Nitriansky, che in attesa di imparare la lingua lascia parlare il campo dove dimostra grinta e voglia di far bene; intraprendenti e sguscianti gli "scugnizzi" Roberto Insigne e Tutino, che danno del tu al pallone: il primo si è tolto pure lo sfizio del primo gol in allenamento con un sinsitro dalla distanza di pregevole fattura. E a proposito di gol: due in due giorno per un calciatore che ha tutto per riscattarsi da un ultimo anno con più bassi che alti, soprattutto per via degli infortuni che lo hanno tormentato. Ovvero, Schiavon. Tesser lo ha tolto dalla lista dei cedibili e lui sta ripagando la sua fiducia dimostrando grande determinazione. I primi sprazzi della classe di Tavano, l'energia di Mokulu e le parate di Frattali. E molto altro ancora. Bisogna solo lasciarli lavorare: lo spirito è quello giusto.

Marco Festa