Avellino, cecchino cercasi: la statistica impietosa sulle punizioni

Un dato relativo alle ultime due stagioni evidenzia la mancanza di uno specialista su palla inattiva

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Avellino.  

Sabato scorso, contro la Virtus Francavilla, Di Guadio ha ricordato l'importanza di avere un calciatore in grado di puntare e saltare l'uomo, e non solo per creare superiorità numerica. Quante partite spigolose, bloccate, contro difese arroccate si vincono con un'invenzione di un calciatore di qualità superiore, soprattutto in Serie C? Partendo da questa riflessione emerge così un'altra ormai consolidata lacuna nell'organico biancoverde, seppur il piede vellutato di Tito e quello educato di Aloi abbiano propiziato un folto nugolo di gol su palla inattiva, tra punizioni e calci d'angolo, valolorizzando i saltatori in rosa. Situazioni di gioco per cui l'Avellino ha dimostrato di saper sfruttare soluzioni preparate con maniacale cura dei dettagli da parte di Braglia e provate in allenamento. Cosa non c'è, allora, ormai da anni nell'Avellino? Uno specialista in grado calciare di prima intenzione in porta. C'era Di Paolantonio, che nel suo percorso tra Serie D e Lega Pro ha regalato qualche pennellata d'autore, ma il dato che emerge è in equivocabile, oggettivo: tra l'annata agonistica 2019/2020, quando proprio il centrocampista tolse le ragnatele dall'incrocio in occasione di Monopoli – Avellino 0-2 (15 dicembre 2019), e quella 2020/2021, con il destro a giro da posizione defilata, deviato, di Aloi al “Torre” contro la Paganese (11 novembre 2020), sono arrivate le uniche due reti direttamente su punizione. E così ci si ricollega pure a Di Gaudio, Micovschi e Kanoute. Perché? Le loro caratteristiche favoriranno l'aumento di palle inattive guadagnate in posizioni favorevoli, da provare a monetizzare anche attraverso un lavoro finalizzato ad aggiustare la mira per invertire un trend da non trascurare. Se così fosse si avrebbe una freccia in più all'arco per migliorare i numeri, finora tutt'altro che entusiasmanti, in fase realizzativa. Da Gaetano Grieco, passando per Vincenzo Moretti e Salvatore Marra, solo per citarne alcuni. Cecchino cercarsi in un il calcio che è sì cambiato, ma dove un bel tiro a scavalcare la barriera o una botta potente, dritta alle spalle del portiere, non sarebbe poi da buttar via. Anzi.