La prima volta di Castaldo contro l'Avellino dopo quel doloroso addio nel 2018

Il ritorno da avversario con la maglia della Paganese e una domanda: come verrà accolto dai tifosi?

la prima volta di castaldo contro l avellino dopo quel doloroso addio nel 2018

Castaldo a Verona con la maglia celebrativa "Dedicato a tutti i lupi nel mondo" nel giorno del suo 57esimo gol con la maglia dell'Avellino, la rete che lo ha consacrato miglior marcatore di sempre nella storia biancoverde

Avellino.  

Luigi Castaldo è un pezzo di storia dell'Avellino. Chi dice il contrario nega l'evidenza e dati oggettivi. Duecentosei presenze, 70 gol e 14 assist. Il miglior marcatore di sempre della storia biancoverde. La sua ultima immagine da calciatore dei lupi è il volto solcato dalle lacrime nel pomeriggio del 31 luglio 2018, a Roma, passeggiando senza sosta tra i corridoi del Collegio di Garanzia del Coni. Con lui c'era l'ex capitano dell'Avellino, Angelo D'Angelo, con cui, di lì a poco, avrebbe condiviso l'inizio di un nuovo percorso professionale con la maglia della Casertana.

Quel giorno qualcosa si è rotto con la piazza che lo aveva amato e osannato per 6 lunghe stagioni, impreziosite da una promozione in Serie B e cinque salvezze di fila accarezzando il sogno della Serie A, infranto sulla celebre “traversa di Castaldo” colpita il 2 giugno 2015 al “Dall'Ara”, nella semifinale playoff di ritorno contro il Bologna. Di Castaldo (e D'Angelo) si è detto e scritto tutto. “Mercenario”, “traditore”, “avrebbe dovuto dimostrare di essere una vera bandiera seguendo la squadra in Serie D”. Estate dopo estate, gennaio dopo gennaio, in concomitanza con le finestre di calciomercato, il suo nome è tornato d'attualità per un ritorno che ha puntualmente diviso la piazza tra chi lo avrebbe riaccolto a braccia aperte, perché era e resta un fuoriclasse in grado di fare la differenza come pochi altri, soprattutto in Serie C, ma non di meno in Serie B (memorabile la sua rovesciata a Terni), e chi mai e poi mai avrebbe accettato un suo nuovo corso all'ombra del Partenio.

Ci è andato vicinissimo, nell'estate del 2020 a tornare, Castaldo, pure questa estate è stato sul taccuino del direttore sportivo Di Somma, ma alla fine ha continuato il suo tour campano approdando alla Paganese di un altro ex, decisamente meno amato senza troppe divisioni in tal senso: Zito, che dall'Avellino passò alla Salernitana. A un passo dai 40 anni, ormai, non ci sono più dubbio: Castaldo non sarà mai più un calciatore dell'Avellino. Ma resta un dato di fatto. Da quell'estate del 2018 Castaldo non ha mai giocato nemmeno un minuto contro l'Avellino con annesse supposizioni sulla sua effettiva indisponibilità da parte delle malelingue o dei più arguti pensatori, intenti a domandarsi se fossero veri acciacchi o conflitti di cuore. Stavolta, però, non dovrebbero esserci dubbi. Castaldo sfiderà l'Avellino per la prima volta dopo quel doloroso addio. Sarà il momento di ritrovarsi davanti, da avversario, un amore vero, che se non fosse stato così autentico non avrebbe scatenato così tante reazioni. Sarà fischiato o applaudito? Si vedrà. Di certo guai a non marcarlo come merita un top-player sempreverde, altrimenti il ritorno potrebbe rivelarsi particolarmente amaro. E ci sarebbe ben altro da pensare rispetto a Castaldo.