Avellino – Taranto potrebbe riservare una sola novità tra gli interpreti biancoverdi rispetto a quanto ci si attende alla vigilia. Nel corso della conferenza stampa di questa mattina Piero Braglia non ha lasciato dubbi in merito alla conferma del 4-2-3-1 come sistema di gioco, così come in relazione al fatto che in difesa non adatterà Mignanelli a destra e Ciancio al centro perché c'è Sbraga a rappresentare il sostituto naturale degli assenti Silvestri (acciaccato), Dossena (squalificato) e Scognamiglio (lungodegente). A tal proposito ciò che chiede il tecnico a Sbraga è stato opportunamente chiarito e ribadito ed è quanto di più naturale e condivisibile possa esserci nelle dinamiche di una squadra e nel rapporto tecnico - calciatore: meritarsi di giocare attraverso l'intensità negli allenamenti e le prestazioni sul campo, in partita, tralasciando pretese e rivendicazioni di presunti diritti a monte per quanto fatto nelle precedenti parentesi della carriera.
In breve, che Sbraga sia stato praticamente sempre titolare nelle passate stagioni ed esperienze professionali conta zero dal momento del suo arrivo alla corte del mister di Grosseto; lo è stando a un ragionamento semplice e lineare: quando si intraprende una nuova avventura, per tutti, le gerarchie si azzerano e bisogna meritarsi il posto settimana dopo settimana; nessuno lo garantisce per quello che si è dimostrato, ma per quello che si dimostra. Al fianco di Sbraga ci sarà Bove, sul centro sinistra, con il recuperato Ciancio a destra e lo straripante Tito sulle corsia opposta.
E si arriva all'unico, vero, punto interrogativo: più che prova a ricostruire dall'esterno delle porte chiuse rispetto per chi è dentro, dato che Braglia ha già, sicuramente, compiuto la sua scelta. Con Carriero out, probabile turno di riposo per De Francesco. Aloi e D'Angelo formeranno la diga tra attacco e retroguardia, salvo colpi di scena, ma occhio a Matera. L'ex Cavese sta bene e potrebbe essere l'unica vera sorpresa dall'inizio. Più verosimile, però, che il centrocampista garantisca il suo cambio di passo a gara in corso come accaduto al “Barbera”. Per il resto zero ballottaggi.
In avanti lo stesso Braglia, con grande onestà intellettuale, senza dichiarazioni di facciata o cercare di gettare fumo negli occhi, ha ammesso di non avere alternative in rosa agli attuali trequartisti, Micovschi, Kanoute e Di Gaudio. Tant'è, nonostante la richiesta, non da una ma da due stagioni, a società e area tecnica, di prendere calciatori funzionali al sistema di gioco che avrebbe da sempre voluto adottare, ovvero l'attuale. E così saranno proprio gli “insostituibili” a muoversi alle spalle dell'unica punta Plescia, pronto a tornare nello starting eleven al posto di Gagliano dopo l'ottimo impatto avuto sulla gara con i rosanero.
Maniero, non ancora pronto a giocare in seguito all'infortunio muscolare subito nella settimana che precedeva la gara in trasferta ad Andria, ci sarà, ma solo per onore di firma e far gruppo accomodandosi in panchina. Per la quinta partita di fila non verranno ufficializzati i convocati. L'auspicio è che si tratti dell'ormai consolidata pretattica per non dare punti di riferimento agli avversari su assenti e presenti, data l'infermeria affollata, e che la scelta non celi, invece, brutte sorprese come è già capitato in passato.
La probabile formazione.
Avellino (4-2-3-1): Forte; Ciancio, Sbraga, Bove, Tito; Aloi, D'Angelo; Micovschi, Kanoute, Di Gaudio; Plescia. A disp.: Pane, Pizzella, Mignanelli, Matera, Mastalli, Gagliano, Messina, Maniero. All.: Braglia.
