La legge delle statistiche inversamente proporzionali

L'Avellino si ritrova di nuovo a fare i conti con un paradosso: i numeri lo premiano, il campo no

Avellino.  

Si potrebbe definire “legge delle statistiche inversamente proporzionali”. L’Avellino sta imparando a conoscerla, suo malgrado, molto bene. Dopo le sfide con Salernitana e Cagliari, riecco per la terza volta consecutiva al termine di una gara in trasferta, l’infallibile e beffardo paradosso evidenziato dai dati statistici elaborati dalla Panini Digital per la Lega B. Il match del “San Nicola” ha lasciato, infatti, in eredità il “solito” report: l’Avellino ha prevalso in quasi tutte le voci prese in considerazione per sviluppare l’analisi riepilogativa, ma non è bastato per portare a casa nemmeno un punto. È pur vero che biancoverdi non hanno tenuto in mano le redini del gioco, facendo registrare un possesso palla pari al 48 per cento e che appannaggio dei galletti c'è anche il numero dei calci d’angolo battuti (4 rispetto ai 6 totalizzati dai padroni di casa) ed il maggior numero di palle giocate (546 - 522), ma è disarmante il vano predominio negli altri numeri del match. Addirittura venticinque i tiri verso la porta difesa da Guarna, di cui ben undici nello specchio della porta. Gli uomini di Nicola hanno invece concluso 16 volte centrando per 7 volte lo specchio.

Lupi avanti anche nel computo delle percentuale dei passaggi riusciti: 61,6 quella fatta registrare da Arini e compagni rispetto al 60,4 su sponda barese. Significativo pure il responso relativo alla supremazia territoriale: l’Avellino ha giocato per 9 minuti e 37 secondi nella metà campo pugliese a dispetto degli 8 minuti e 38 secondi trascorsi dai dirimpettai oltre il centrocampo. Anche l’indice che valuta la capacità di una squadra di difendere la propria porta, premia i ragazzi di Tesser: 60,6% - 52,1%. Infine, le statistiche offensive. La percentuale di attacco alla porta restituisce un testa a testa sintetizzato da un eloquente 39,4 - 47,9 finale. La pericolosità, ovvero l’indice composito (in scala da 0 a 100) che misura la produzione offensiva di una squadra, considerando tra le variabili la capacità di mantenere il possesso palla, di verticalizzare, di giungere al tiro, di creare occasioni da rete evidenzia inoltre quasi 8 punti percentuali di distacco: 57,6 - 64. Il rimpianto generato dalle statistiche collettive è acuito anche da quello dei recordmen individuali: nelle palle recuperate Biraschi condivide la vetta con Rada a quota 29, precedendo Di Cesare e Sabelli (25); nei tiri Tavano (8) e Trotta (7) sopravanzano Defendi (4) e Sansone (3). Insomma, la “legge delle statistiche inversamente proporzionali” non perdona: a questo punto l’augurio è che già dalla prossima partita, le fredde cifre premino la squadra avversaria. 

Marco Festa