Il desiderio di riscattarsi c'è. La determinazione nel voler a tutti i costi interrompere la crisi di risultati, anche. L'Avellino che si prepara alla sfida interna di sabato contro il Vicenza è un misto di sentimenti contrapposti. Di rabbia e preoccupazione, di voglia di rialzarsi e di paura di non farcela. Il calcio non è una scienza esatta e in questo momento non sta premiando i ragazzi di Attilio Tesser, capaci di collezionare prestazioni positive che non hanno trovato riscontro nei risultati ottenuti.
La gara di sabato diventa, dunque, di fondamentale importanza per un Avellino che non ha possibilità di poter sbagliare. La vittoria la pretende la classifica, diventata brutta da guardare e lontana anni luce da quelle belle da osservare degli ultimi due campionati di Serie B.
Nel pomeriggio la truppa di Tesser si è ritrovata al Sibilia di Torrette di Mercogliano per una nuova seduta di allenamento a porte chiuse. Due assenti per il trainer di Montebelluna. Angelo Rea ha svolto una seduta differenziata e si avvia verso il forfait contro il Vicenza, al pari di Davide Gavazzi che ha lavorato in piscina e si è sottoposto a terapie. Sabato potrebbe rivedersi il 3-5-2, con Chiosa in difesa, uno tra Visconti e Giron sulla fascia sinistra e D'Angelo a centrocampo. Il capitano ha smaltito la botta al quadricipite ed è pronto a riprendersi una maglia da titolare, dando modo a Zito di poter rifiatare. In attacco confermato il tandem Trotta-Tavano.
Carmine Roca
