Taccone e quella polizza d'iscrizione fasulla. Ecco la verità

Chiarezza è fatta sulla polizza assicurativa fasulla contestata relativa alla Lega Pro 2012/2013

Il presidente l'aveva stracciata. Pagando di tasca propria. Ora l'Avellino è parte lesa. E vuole essere pertanto risarcita.

Avellino.  

Finalmente la verità su quell'iscrizione alla Lega Pro 2012/2013. Sull'Avellino Calcio si alzò un terribile polverone mediatico, per una polizza assicurativa fasulla contestata che tenne i tifosi col fiato sospeso. Oggi è stata fatta chiarezza. La società quella polizza non l'ha mai accettata. 

L’Avellino Calcio ha così chiesto di costituirsi parte civile al processo, ripreso a Torino in data odierna, per il crac della storica casa automobilistica De Tommaso, che fra gli otto imputati annovera l’imprenditore Gian Mario Rossigno. L’Avellino si è costituito contro un solo imputato per un episodio emerso nel corso dell’indagine.

Si tratta di un broker che aveva proposto la polizza fidejussoria contestata che, come spiegato dall'avvocato difensore Innocenzo Massaro, non è stata mai accettata dall'Avellino

“Il patron Taccone – spiega Massaro – avuto il sentore che la polizza fosse fasulla, la strappo' pagando di tasca propria l'iscrizione della squadra. Oggi finalmente l'Avellino calcio si è costituito parte civile per il risarcimento di danni materiali e d'immagine causati da quella brutta vicenda”.

Andrea Fantucchio