Partenio b, il Comune non paga da 30 anni. Rischia di perderlo

Un contenzioso che va avanti da oltre trent'anni. Ecco tutti i dettagli e le conseguenze possibili

La famiglia Evangelista ha curato la struttura per un trentennio. Ora vuole essere rimborsata.

Avellino.  

Il campo della discordia. O, sarebbe meglio dire, i campi. Un intreccio complesso che vede protagonista l'Avellino calcio, il comune e la squadra dilettantistica più antica della città, la polisportiva Rione Mazzini. Nel mezzo una struttura oggetto di contenziosi che vanno avanti da oltre trent'anni e che impediscono alla società di fruire di uno spazio che di fatto andrebbe a comporre quell'impianto di ultima generazione dove affiancare l'attività della prima squadra alle giovanili offrendo il miglior servizio possibile ai propri tesserati.

La questione campo è tornata d'attualità durante la prima conferenza del nuovo allenatore dell'Avellino, Mimmo Toscano, quando il presidente dei biancoverdi Walter Taccone si è scagliato contro il sindaco Paolo Foti per la lentezza con la quale Palazzo di Città ha risposto, o meglio non ha risposto, all'esigenza della società di eseguire i lavori di restyling che riguardano il Partenio Lombardi. Da progetto si vorrebbe trasformare il campo in materiale sintetico di ultima generazione spostando il manto erboso nel campo B. Ci vogliono due mesi e i lavori dovrebbero perciò partire adesso per terminare in tempo utile per gli appuntamenti ufficiali della nuova stagione.

Ma intanto il campo b è ridotto in stato di degrado e abbandono da oltre un anno. Da quando è stata costretta ad andar via la polisportiva Rione Mazzini, di proprietà della famiglia Evangelista che si occupava da oltre un trentennio delle pulizia e della cura degli spogliatoi e del rettangolo di gioco che affianca il Partenio Lombardi.

Episodio che già allora fece discutere. La società decise di ritirare dai rispettivi campionati di Promozione e Giovanile, il Rione Mazzini e la squadra Juniores. Poiché il comune si era ripreso il campo e non voleva concederlo, si disse, per evitare il danno erariale. Ma sarebbero gli Evangelista a dover ricevere una cifra molto elevata da Palazzo di Città. Si parla di oltre 800mila euro, per attività mai retribuite in oltre trent'anni all'interno della struttura comunale.

“Noi – spiega l'avvocato difensore degli Evangelista, Antonio Picciocchi – abbiamo realizzato un accertamento tecnico preventivo per chiedere a un consulente tecnico d'ufficio a quanto ammontassero questi costi maturati nel corso degli anni. Nel 1991 – continua - la società voleva passare dal campionato di categoria a quello d'eccellenza, e aveva l'esigenza di adeguare il campo alle normative vigenti. Il comune non aveva la disponibilità economica per realizzare quei lavori, ma autorizzò la famiglia a procedere ugualmente purché anticipasse i soldi di tasca propria. Soldi poi mai restituiti da Palazzo di Città. Ma non è tutto. Infatti, quando il comune realizzò gli spogliatoi del campo B, aveva l'esigenza di pulirli e custodirli. Anche in questo caso la famiglia Evangelista avanzò regolare richiesta di occuparsene, ma fu loro risposto che dovevano procedere anche in questo caso in proprio. Poi il Comune li avrebbe rimborsati”

Rimborso che, come si può immaginare, gli Evangelista non hanno mai ricevuto. Oggi, la somma di quelle spese, e degli interventi di ammodernamento del campo, sono stati stimati dal consulente tecnico scelto dal tribunale, in circa 800mila euro che l'ente di Palazzo di Città dovrebbe versare alla famiglia. Cifra alla quale, pur detraendo le spese d'utenza di luce e acqua pagate dallo stesso comune, e le spese di costo di gestione maturato nel corso degli anni, oscilla intorno ai 600mila euro che il Comune attualmente non ha a disposizione.

“In realtà – spiega Picciocchi – noi abbiamo proposto in passato anche una conciliazione. Scorporare il futuro utilizzo del campo alla cifra che il comune doveva, ma la soluzione è stata rifiutata. Ora, nella causa di merito di settembre, chiederemo in primo luogo l'acquisizione della stima del consulente tecnico. Inoltre, mi chiedo, quando gli Evangelista furono sfrattati si utilizzò la scusa del danno erariale. Si disse, il campo B non può restare senza una gestione a pagamento. Adesso che è abbandonato da oltre un anno, che fine ha fatto questo imminente danno erariale?”

Comunque vada a finire, sta di fatto che le amministrazioni che si sono susseguite, non sono riuscite a chiarire un contenzioso che adesso si traduce nell'abbandono del campo. Del quale la società sportiva bianco-verde non può usufruire così come altre eventuali associazioni e enti sportivi. Inoltre, come si può vedere, il comune potrebbe anche essere costretto a pagare dei costi proibitivi per la sciatteria prolungata nel tempo. Insomma, dopo il danno la beffa. Senza considerare, l'ipotesi mai del tutto scongiurata, di perdere il bene a favore della polisportiva per usocapione. In quanto la stessa ha di fatto curato la struttura per oltre vent'anni mentre i titolari effettivi del campo, il comune, se ne disinteressava.

Andrea Fantucchio