L'Avellino in serie A, quel miracolo di Iapicca e Carosi

Storie, aneddoti e protagonisti di una squadra e di una stagione indimenticabile

Il vulcanico presidente Iapicca, i due gemelli Piga che si compravano in coppia o niente, "quando Cattaneo di alzava e Di Somma ti rinviava"

Avellino.  

Il gol di Mario Piga, più o meno ad Avellino, se lo ricordano tutti. Ma che squadra era l'Avellino della promozione in serie A? E che campionato fu quello del 1977-1978? Scopriamolo insieme fra aneddoti indimenticabili e colpi di scena da film.

Una stagione di riscatto. Quello che l'allora vulcanico imprenditore Iapicca, esigeva a tutti i costi dopo il campionato precedente con l'Avellino che era riuscita a salvarsi dopo non poche difficoltà.

GLI SCAMBI DECISIVI E L'ALLENATORE SCONOSCIUTO

Come spesso capita in questi casi, soprattutto se al timone ci sono uomini dal carattere sanguigno, via quasi tutti, avanti con la rivoluzione. A partire dal tecnico che sarà Paolo Carosi. Fresco di Corso a Coverciano. Sì, l'uomo della svolta è un esordiente. Con un passato importante, certo, da colonna dei club romani, sponda laziale. E con in bacheca già un titolo primavera conquistato proprio con i biancocelesti. Ma non vale come un’assicurazione, almeno nell’immaginario dei tifosi che fin dal ritiro di Montefiascone criticheranno non poco la campagna di rafforzamento realizzata.

In termini di riconferme, quelli che rimangono sono Reali, Boscolo, Ferrara, Gritti e Lombardi che diverrà capitano. Per il resto il direttore sportivo di allora, Landri, dovrà fare di necessità virtù. Dopo l'ultima stagione deludente, infatti, Iapicca non ha intenzione di fare spese pazze. Il ds deve quindi giocare d'astuzia, ricorrendo a molti scambi che si riveleranno mosse decisive. Il più importante è di certo quello che darà Pinotti al Pescara, portando alle falde del Partenio Di Somma. Quello che diventerà il libero storico dell'Avellino che con Cattaneo, darà il là ad una coppia fenomenale la cui spigolosità ed efficacia sarà riassunta dal famoso mantra così temuto dagli stinchi degli avversari, quando “Cattaneo ti alzava e Di Somma ti rinviava”. Con gli scambi arriveranno anche Buccilli e Chiarenza dall'Atalanta e proprio Cattaneo dal Verona.

Poi Carosi si porta dietro in dote dall'esperienza laziale Montesi e Ceccarelli. Mentre dal Como arriva quel Piotti che doveva fare la riserva dell'estremo difensore preso dal Napoli, Fiore, ma che di fatto giocherà tre stagioni da titolare senza mai mancare una partita.

Pronti via si comincia con la Coppa Italia. E il gironcino previsto che vede l’Avellino contrapposto a Napoli, Catanzaro, Vicenza e Palermo. Gli irpini perderanno tre partite su quattro subendo anche la beffa del trionfo dei cugini nobili partenopei che porteranno a casa il bottino pieno con otto punti (le partite valevano ancora due punti). L’inizio claudicante della ciurma di Carosi che, in quel momento storico sembra più un’ armata Brancaleone, continuerà anche con l’esordio al Partenio che vedrà i biancoverdi pareggiare con l’Ascoli. Nessuno in quel momento può immaginare che proprio i bianconeri stanno per firmare una stagione memorabile che li porterà a trionfare in serie B con un rullino straordinario. Perderanno solo tre volte.  I supporters del lupo per manifestare il proprio dissenso bruciano la Mercedes di Carosi, seconda auto incendiata all'allenatore in stagione. Il tecnico consegna le dimissioni. Respinte dalla dirigenza che gli confermerà la propria piena fiducia. Inizia il primo momento magico. Nelle successive sei partite l’Avellino vincerà ben cinque volte pareggiando solo col Monza.

I GEMELLI DEL GOL

Arriva ottobre e il vecchio regolamento permette alla squadra di usufruire di un’altra finestra di mercato, è qui che l’Avellino piazza quel doppio colpo che le regalerà la storia: l’acquisto dei due fratelli Piga dall’Atalanta. I gemelli sono legati da un affetto straordinario, a proposito è emblematico un aneddoto. I biancoverdi erano in un primo tempo interessati al solo attaccante, Marco. Ma quest’ultimo mise un veto, “O prendete anche mio fratello Mario, o in Irpinia non ci vengo”. Detto fatto, per come sono andate le cose ad Avellino non hanno mai smesso di ringraziare quella testardaggine che allora, con il periodo economico difficile che stava vivendo la squadra, tutti maledissero. Basti pensare che nei quattro mesi finali della stagione i giocatori non videro neppure un centesimo.

Dopo gli acquisti però, per l’Avellino inizia il periodo più difficile. All’avvio straordinario che ha permesso alla squadra biancoverde di appaiarsi in prima posizione con l’Ascoli, seguiranno dieci partite senza vittoria. Con il filotto di cinque pareggi dalla decima alla quattordicesima giornata. Anche stavolta i tifosi irpini si dimostrano di memoria corta e chiedono la testa di Carosi. Anche stavolta Iappicca va per la sua strada e conferma il tecnico romano. Le ultime tre partite del girone d’andata sono un’altalena, doppia vittoria in casa con San Benedettese e Sampdoria, sconfitta esterna col Cagliari. L’Avellino, complice anche l’equilibrio del campionato con poche squadre raccolte in una manciata di punti, chiude alla seconda posizione dietro l’Ascoli rivelazione.

Il ritorno è una mazzata. Cinque partite tre punti, con le due sconfitte pesantissime proprio con la capolista Ascoli e col Catanzaro che poi avrebbe chiuso il campionato in seconda posizione. L’Avellino è settimo, barcolla pericolosamente, ma non molla. E con due vittorie si riprende la seconda posizione. Il campionato è serratissimo, l’unica squadra che sembra davvero di un altro pianeta è l’Ascoli, mentre l’Avellino dimostra di non sbracare mai. Soprattutto in difesa, reparto che si confermerà il terzo migliore del campionato. Mentre davanti la squadra paga l’assenza di un bomber di peso. E toccherà spesso a Lombardi vestire i panni del salvatore, improvvisandosi anche goleador. Con risultati niente male, visti i nove gol complessivi al termine della stagione, raccolti dal capitano.

QUEL GOL, POI LA LEGGENDA

L’Avellino fino a sei giornate dal termine vede il suo destino sempre in bilico. Poi, accade il salto decisivo. I biancoverdi non perderanno più. Mentre l’Ascoli è già promosso Di Somma e soci lanceranno l’assalto al Palermo terzo ad un punto e al Catanzaro che occupa la seconda posizione. Con i calabresi sarà testa a testa fino alla fine. La vittoria con la San Benedettese e la contemporanea sconfitta del Palermo permettono all’Avellino di agguantare la terza posizione. Il Partenio farà il resto. Il trionfo sul Cagliari fra le mura amiche permette ai biancoverdi di acciuffare il Catanzaro. All’ultima partita di campionato sia i calabresi che gli irpini sono a quarantadue punti. A due punti di distanza inseguono appaiati Monza, Palermo e Ternana. Ma a Marassi il lupo ha uno spirito indomabile e il gol di Mario Piga regala l’annata alla leggenda. E’ serie A

Un trionfo fra la sorpresa di tutti, in primo luogo dei protagonisti. Da Carosi che se ne andrà per approdare alla Fiorentina a Cattaneo che dirà, “era una squadra fantastica ma nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo”. Chiarenza, legato da un rapporto speciale con Carosi, confermerà, “in Irpinia si vive di pane e pallone. Un posto splendido e indimenticabile per chi ama il gioco del calcio”.

Andrea Fantucchio