Poteva essere la domenica dell’ansia e della preoccupazione, dell’inizio di un nuovo corso in panchina. Per l’Avellino, reduce dal convincente successo per 1-0 sullo Spezia, è invece una domenica di meritato relax e ritrovato ottimismo. Il secondo successo consecutivo, maturato ieri, contro i liguri, porta in dote molto più della proverbiale iniezione di fiducia. Restituisce, innanzitutto, la consapevolezza che il gruppo biancoverde è fortemente – semmai ci fosse stato il dubbio - con il proprio allenatore; che la squadra sa rialzarsi dopo essere caduta, anche in maniera fragorosa, come accaduto domenica scorsa a Perugia; soprattutto che il lupo ha ritrovato quello spirito combattivo, insito nel proprio DNA, da sempre decisivo per colmare gap tecnici ed economici con le altre società. Lo spirito guerriero ed operaio palesato in piena emergenza vale più dei tre punti, che in ogni caso servivano, e come, per migliorare la classifica pericolante.
La vera nota stonata di un fine settimana da incorniciare sono allora proprio gli infortuni a raffica, che il tecnico Domenico Toscano ha provato a giustificare citando uno studio che evidenzia la maggior frequenza di problemi fisici nel girone di andata per le squadre che, come l’Avellino, giocano sull’erba sintetico. Il capitano e match-winner Angelo D’Angelo ha invece posto l’accento su possibili contraccolpi determinati dal passaggio, continuo, dal manto artificiale a quello in erba naturale ponendo l’accento anche sulla necessità di gestire le forze e razionalizzare i carichi di lavoro sotto la supervisione del professor Pietro La Porta. Tra tante ipotesi, una certezza: l’infermeria è stracolma. E il “bollettino da guerra” è in costante aggiornamento. Fari puntati, innanzitutto, su chi ieri è stato costretto ad alzare “bandiera bianca” in corso d’opera, a partire da William Jidayi, uscito al 19’, toccandosi dietro alla coscia destra, dopo una scivolata: superata la lesione al polpaccio sinistro, patita in estate, a Sturno, altro guaio. Si teme uno stiramento. Da stabilire, in caso di conferma della prima diagnosi, che sarà approfondita con esami strumentali, il grado della lesione, che determinerà i tempi di recupero: non dovrebbero essere inferiori alle tre settimane. Soltanto crampi alla gamba destra, invece, per Idrissa Camarà, fuori causa dal 71’ in seguito ad uno scatto in profondità. Le sue condizioni saranno valutate alla ripresa, in programma domani, alle 15, a porte aperte, al “Partenio-Lombardi”. Da verificare anche l’entità della contusione rimediata nelle battute finali da Richard Lasik.
Ci sono poi i degenti di lungo corso: Benjamin Mokulu, Luigi Castaldo, Davide Gavazzi, Salvatore Molina e Matteo Ardemagni. Il più vicino al rientro dovrebbe essere il belga, reduce da una noia al flessore destro. Il flessore sinistro ha invece fatto saltare l’ultimo match a Daniele Verde: la sua disponibilità per la partita di sabato prossimo, al “Piola”, contro il Novara, sarà valutata durante la prossima settimana. Capitolo Castaldo e Ardemagni: il “dieci”, fermo dal match casalingo con il Cittadella per la frattura composta della quarta e quinta costola destra, rientrerà tra la tredicesima (Avellino – Frosinone) e la quattordicesima giornata (Carpi – Avellino); il bomber, che si è fermato al “Curi” per uno stiramento di primo grado al flessore della coscia sinistra, dovrebbe rientrare il 31 ottobre in occasione di Spal – Avellino.
Marco Festa
